Fondazione Cesare Serono
FONDAZIONE CESARE SERONO

L'informazione è salute

Che cos’è un Manrico

Che cos’è un Manrico

Che cos’è un Manrico racconta la storia di Manrico Zedda. Manrico ha 33 anni, è distrofico e riesce a muovere solo i pollici e la testa. Nel documentario di Antonio Morabito lo vediamo mentre passeggia per Roma insieme al suo assistente Stefano Romani: l’estate è quella caldissima del 2012. Manrico e Stefano parlano degli argomenti più disparati: disabilità, assistenti sessuali, eutanasia, religione e social network.

Potrebbe interessarti anche…

Fa sorridere che in una delle prime inquadrature ci sia un pannello enorme con lo slogan: Abitare sostenibile, quando spesso vediamo Manrico e la sua carrozzina a motore barcamenarsi fra le vie trafficate di Roma. Manrico è sempre accompagnato dal suo assistente Stefano: amico, confidente e, a tratti, spalla comica. Manrico, come racconta nel documentario distribuito da Istituto Luce, lavora come disabile: “Un lavoro duro, 24 ore su 24, 365 giorni all’anno, a Pasqua e a Natale”.  Nel film lo vediamo all’opera con le difficoltà nel suo “ambiente di lavoratore”: rampe occupate, difficoltà ad entrare in un ascensore, tornare a casa. Vediamo anche alcuni momenti bellissimi: come le partite di wheelchair hockey, sport che ha praticato e per il quale ha vestito i colori della Nazionale italiana (insieme a quella della squadra romana di AS Thunders).

Manrico sognava di diventare allenatore. All’imperfetto perché Manrico è mancato lo scorso ottobre. Tutti i proventi del documentario di Antonio Morabito andranno all’associazione che si prendeva cura di lui. Manrico è la vera star del documentario, non solo perché il titolo porta il suo nome, ma perché, per chi l’ha visto e per chi lo vedrà, la sua storia vi entrerà dentro. Scoprirete che cos’è un Manrico: un ragazzo speciale.

Manrico viveva non lontano dal Vaticano insieme alla nonna, un gatto e una tartaruga. Nel film lo vediamo dialogare di tematiche forti quali l’eutanasia (nel 2012 diceva che se la distrofia fosse peggiorata non avrebbe mai voluto vivere attaccato a un macchinario) o l’assistente sessuale. Manrico racconta le sue tre esperienze sessuali: una, fra le risate sue, di Stefano e della sala continuava a dirgli “poverino” durante l’atto. Il pietismo era una delle cose che faceva più innervosire Manrico, lui stesso nel film afferma: “Il pietismo ha una base di discriminazione religiosa”.

Spesso Manrico parlava di religione: davanti a piazza San Pietro lo sentiamo parlare di Dio e di quelli che la nonna  definisce “tribolati”.

Al Manrico-pensiero e a questo ragazzo distrofico di una trentina d’anni è dedicato questo film: “Manrico è il protagonista, insieme a Stefano e Roma è la terza protagonista. Si muovono insieme”, ha detto il regista, Antonio Morabito, alla prima romana del film. Morabito ha anche raccontato che il film a Manrico era piaciuto molto: “Diceva che era una delle cose migliori che avesse fatto nell’ultimo periodo. Aveva in mente di fare un film di fantascienza”. E sognava di vederlo in sala, ma non ce l’ha fatta.

Il film è stato distribuito da Istituto Luce in varie città d’Italia, da Roma a Genova (sotto il dettaglio con le date), per poi arrivare nel circuito dell’Home Video, distribuito sempre da Istituto Luce. “Vi invito a rivedere il film”, esorta il regista, che ha potuto portare in sala la storia di Manrico dopo il successo ottenuto grazie a Il venditore di medicine. Ogni volta che qualcuno vedrà Che cos’è un Manrico, Manrico entrerà negli occhi e nel cuore dei telespettatori. Che cos’è un Manrico vi farà ridere, sorridere, piangere e commuovere, un po’ come la vita. La vita speciale di Manrico Zedda.

 

Chiara Laganà

Contatta l'esperto

CONTATTA L'ESPERTO

Ricevi le risposte ai tuoi quesiti

Fai una domanda
Iscriviti alla newsletter

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

Ricevi gli aggiornamenti

Iscriviti