MENU SEZIONE

Il naltrexone è un antagonista degli oppiodi, sia esogeni che endogeni. Come detto nella scheda sulla dipendenza da alcool (inserire link con scheda sulla dipendenza) gli oppiodi endogeni sono coinvolti nei meccanismi di dipendenza dall'alcool in quanto l'assunzione di questa sostanza ne favorisce il rilascio. La aumentata liberazione di oppioidi endogeni, a sua volta, stimola indirettamente il rilascio di dopamina nell'area del cervello denominata sistema mesolimbico (Volpicelli 2001, Gianoulakis 1996). Parte delle sensazioni di benessere che percepisce chi beve sono attribuibili a questi meccanismi. Il naltrexone è un antagonista dei recettori degli oppioidi, in particolare di quelli denominati "μ", ma anche con quelli denominati "δ" e "κ" (Littleton 2003, Takemori 1992, Takemori 1988). Sulla base del suo meccanismo d'azione, gli effetti ipotizzati per il naltrexone nella disassuefazione da alcool sono: la riduzione del carving dell'alcool, la diminuzione della sensazione di piacere indotta dal bere, il potenziamento di alcuni effetti negativi dell'alcool, fra i quali quello di sedazione (sonnolenza) e il potenziamento della capacità  di controllo (Ray 2010). Ovviamente non per tutti questi effetti esistono conferme sperimentali della stessa solidità . Gli studi clinici effettuati finora con questo farmaco hanno prodotto risultati non univoci anche se nell'insieme sembrano indicare una riduzione del rischio di abuso e un prolungamento del periodo di astinenza (Anton 1999, Morris 2001, Chick 2000, Anton 2006, Zweben 2008). Una metanalisi che ha valutato 24 studi randomizzati controllati in doppio cieco ha confermato una efficacia nella riduzione del rischio di ricadute a breve termine, ma non a lungo termine (Srisurapanont 2005). In generale il naltrexone è ben tollerato. In uno dei principali studi clinici (Croop 1997) eseguito su un'ampia casistica, 500 soggetti trattati col naltrexone associato a programma di supporto, confrontati con 238 con placebo e programma di supporto, gli effetti collaterali più frequenti (%) sono stati: nausea (9.9%), cefalea (6.6%), vertigini (4,4%), irritabilità  (3.8%), astenia (3.6%) e ansia (2%). Nello stesso studio, la comparsa di ansia è stata anche la causa più comune di abbandono del trattamento. Il Naltrexone, come gli altri farmaci per la disassuefazione dall'alcool, per sviluppare al meglio la sua efficacia deve essere inserito in un approccio integrato al problema. Negli Stati Uniti il naltrexone è in commercio anche in formulazione per somministrazione intramuscolare.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER!
Rimani in contatto e sempre aggiornato sulle ultime notizie.

www.fondazioneserono.org/newsletter/