Vitamine e malattie cardiovascolari

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Vitamine e malattie cardiovascolari

Una revisione della letteratura ha fatto il punto sulle conoscenze disponibili circa l’effetto delle vitamine nel prevenire le malattie cardiovascolari. Un’evidenza emersa è che i riscontri raccolti finora non sono tutti concordi. Si è anche rilevato che la carenza di certe vitamine può essere un fattore predisponente allo sviluppo di alcune malattie cardiovascolari.

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Grazie al loro ruolo di regolazione di vari processi metabolici e di meccanismi di sintesi riguardanti la produzione di energia e il mantenimento dell’integrità della cellula, si ritiene che sia le vitamine idrosolubili, che quelle liposolubili, siano coinvolte nel funzionamento dell’apparato cardiovascolare in situazioni fisiologiche e patologiche. È stato dimostrato che la carenza di vitamine come la A, la B6, la C, la D, la E e l’acido folico, è associata ad alterazioni della funzione cardiovascolare, mentre alla somministrazione di queste vitamine è stato attribuito l’effetto di ridurre il rischio cardiovascolare per ipertensione, aterosclerosi, ischemia del miocardio, aritmie e scompenso cardiaco. D’altra parte, sono contraddittori i dati raccolti in numerose ricerche sperimentali e cliniche che hanno esplorato la fisiopatologia delle malattie cardiovascolari dovute a carenze vitaminiche e l’efficacia della loro somministrazione. Shah e Dhalla hanno eseguito una revisione della letteratura con l’obiettivo di fare chiarezza su tali aspetti. Sebbene sia studi epidemiologici che ricerche osservazionali abbiano evidenziato alcuni vantaggi dell’impiego di vitamine con effetto antiossidante nel trattamento delle malattie cardiovascolari, l’insieme dei risultati non permette di trarre conclusioni. Inoltre, considerando la complessità dei meccanismi di sviluppo delle patologie cardiovascolari, non è stato possibile dimostrare il coinvolgimento di nessuna vitamina in particolare nella fisiopatologia di una di tali malattie. Tra le evidenze riportate nell’articolo c’è quella della carenza di vitamina B6 che aumenta l’entrata nelle cellule cardiache degli ioni calcio promossa dal cloruro di potassio e riduce quella dovuta all’adenosintrifosfatasi, oltre a ridurre il legame di quest’ultima molecola al sarcolemma. Un metabolita attivo della vitamina B6, denominato piridossal-5-fosfatasi, ha migliorato le aritmie dovute a infarto del miocardio, la disfunzione cardiaca e i difetti del trasporto del calcio nel reticolo sarcoplasmatico nel cuore che, dopo un danno ischemico, va incontro al ristabilimento del flusso del sangue.

L’insieme delle osservazioni riportate nella revisione della letteratura fatta dal Shah e Dhalla, hanno indicato che, sia la carenza di alcune vitamine che la somministrazione preventiva di altre influenzano la funzione cardiaca e il metabolismo e il trasporto degli ioni. In base alle informazioni disponibili, la conclusione degli autori è stata che le vitamine con effetto antiossidante possono prevenire, piuttosto che trattare, le malattie cardiovascolari.                         

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