Vaccinazione per il COVID-19: meno ricoveri e decessi per le persone con scompenso cardiaco

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Vaccinazione per il COVID-19: meno ricoveri e decessi per le persone con scompenso cardiaco

Uno studio eseguito negli Stati Uniti ha valutato gli effetti della vaccinazione per la prevenzione dell’infezione da COVID-19 nelle persone con scompenso cardiaco cronico. I risultati hanno indicato che la vaccinazione riduce in maniera significativa la frequenza dei ricoveri da qualsiasi causa e il rischio di decesso.

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Dati osservazionali hanno evidenziato l’aumento del rischio di complicanze gravi, compreso il decesso, nelle persone con scompenso cardiaco ricoverate per infezione da COVID-19. Nonostante la vaccinazione per la prevenzione di tale infezione si sia dimostrata efficace nel ridurre esiti negativi nella popolazione generale, si sono osservate resistenze, rispetto al vaccino, soprattutto da parte delle persone con malattie di cuore, per timori circa conseguenze della sua assunzione sulla funzione cardiovascolare. Per questo motivo, Johnson e colleghi hanno valutato l’impatto della vaccinazione per il COVID-19 sugli esiti clinici dei soggetti con scompenso cardiaco cronico. In particolare, in maniera retrospettiva, si sono cercate relazioni tra la vaccinazione da una parte e, dall’altra, ricoveri, accessi a reparti di terapia intensiva e frequenza di decessi. Si è applicato un metodo statistico che ha previsto modelli di probabilità inversa ponderata, che hanno tenuto conto di potenziali fattori confondenti. Su 7094 persone con scompenso cardiaco cronico, al gennaio 2022, quelle parzialmente vaccinate sono risultate 645 (9.1%), 2200 (31.0%) avevano ricevuto 2 dosi, 1053 (14.8%) anche la terza dose e 3196 (45.1%) non avevano ricevuto il vaccino. L’età media è stata di 73.3 ± 14.5 anni e la percentuale di sesso femminile è stata del 48%. Su un periodo di osservazione di 276.5 ± 104.9 giorni, il rischio di decesso più basso è stato registrato nei malati che avevano ricevuto 3 dosi di vaccino (rapporto di rischio 0.33; intervallo di confidenza al 95% 0.23-0.48) e in quelli che ne avevano ricevute 2 (rapporto di rischio 0.36; intervallo di confidenza al 95% 0.30-0.43), rispetto a chi non era stato vaccinato, con una riduzione del rischio che è stata statisticamente significativa: p<0.001. Non si sono osservate differenze tra le persone non vaccinate e quelle che avevano ricevuto una sola dose.

Nelle conclusioni gli autori hanno sottolineato che, nella loro casistica, la vaccinazione per la prevenzione dell’infezione da COVID-19 ha determinato una significativa riduzione della frequenza dei ricoveri da qualsiasi causa e del rischio di decesso in malati con scompenso cardiaco cronico. Hanno aggiunto che questi dati hanno confermato l’importanza di sottoporsi alla vaccinazione per chi è affetto da tale malattia, in quanto è a rischio più elevato di esiti negativi dell’infezione.     

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