L’ipertensione della madre aumenta il rischio di malattie cardiovascolari nei figli

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L’ipertensione della madre aumenta il rischio di malattie cardiovascolari nei figli

Uno studio internazionale su una casistica molto ampia ha valutato la relazione fra la presenza di ipertensione nella madre in gravidanza e lo sviluppo di malattie cardiovascolari nei figli. I risultati hanno indicato che chi nasce da una madre con problemi di ipertensione durante la gravidanza ha maggiori probabilità di presentare precocemente alcuni tipi di malattie di cuore e vasi.

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L’incidenza di malattie cardiovascolari in bambini, adolescenti e giovani adulti è aumentata negli ultimi decenni ed è noto che, tra i fattori che favoriscono la comparsa di questi quadri, c’è l’esposizione del feto a un “ambiente” a rischio nel corso della vita nell’utero. Varie ricerche hanno dimostrato che le forme di ipertensione che si possono sviluppare nella madre durante la gravidanza aumentano la probabilità di rilevare, nei figli, malattie cardiovascolari congenite, ipertensione arteriosa, aumento dell’Indice di Massa Corporea e alterazioni della funzione dei vasi. D’altra parte, secondo Huang e colleghi, mancavano conferme di tali relazioni raccolte su casistiche sufficientemente ampie. Per questo motivo hanno eseguito uno studio di popolazione, usando i registri nazionali della sanità danese, nei quali hanno analizzato i dati di 2.491.340 di soggetti nati in Danimarca dal 1977 al 2018. In particolare, è stata valutata la storia medica di ciascuno di questi individui, a partire dalla nascita, per arrivare alla prima diagnosi di malattia cardiovascolare o al decesso o a un’eventuale emigrazione oppure alla fine del periodo di osservazione, vale a dire al 31 dicembre 2018. Sono stati considerati esposti a quadri ipertensivi della gravidanza i soggetti nati da madri che avevano avuto eclampsia (68.387 casi), ipertensione in gravidanza (18.603 casi) e ipertensione precedente la gravidanza (15.062 casi). La variabile principale considerata è stata la comparsa precoce di una malattia cardiovascolare dalla nascita fino ai 40 anni di età. Sono stati applicati specifici metodi statistici per stabilire i livelli di rischio e le relazioni fra i fattori in gioco e gli esiti clinici. Sono stati considerati anche momento di comparsa e gravità della pre-eclampsia. La mediana del tempo di osservazione è stata di 18.37 anni e il 51.3% dei soggetti studiati è stato di sesso maschile. Le malattie cardiovascolari sono state diagnosticate in 4.532 figli di madri con problemi di ipertensione in gravidanza (2.47 casi ogni 1000 persone per anno) e in 94.457  figli di madri senza tali problemi (2.03 casi ogni 1000 persone per anno). Si è rilevato che l’esposizione alle diverse forme di ipertensione in gravidanza si è associata a un maggiore rischio di comparsa precoce di malattia cardiovascolare (rapporto di rischio 1.23; intervallo di confidenza al 95% 1.19-1.26; p<0.001). Considerando i singoli quadri di aumento della pressione nella madre, i rapporti di rischio di comparsa di patologie cardiovascolari nei figli sono stati: per l’eclampsia 1.22 (intervallo di confidenza al 95% 1.18-1.26; p<0.001), per l’ipertensione gravidica 1.25 (intervallo di confidenza al 95% 1.17-1.34; p<0.001) e per l’ipertensione precedente alla gravidanza 1.28 (intervallo di confidenza al 95% 1.15-1.42; p<0.001). Sono stati rilevati anche livelli di rischio specifici per alcune malattie cardiovascolari osservati nella prole: per l’ipertensione arteriosa il rapporto di rischio è stato 2.11 (intervallo di confidenza al 95% 1.96-2.27; p<0.001) e per l’infarto del miocardio 1.49 (intervallo di confidenza al 95% 1.12-1.98; p=0.007). Un’associazione forte è stata rilevata per i figli di madri che, oltre all’ipertensione in gravidanza, avevano anche una storia precedente di malattie cardiovascolari (rapporto di rischio 1.67; intervallo di confidenza al 95% 1.41-1.98; p<0.001) o che presentavano anche diabete (rapporto di rischio 1.56; intervallo di confidenza al 95% 1.34-1.83; p<0.001). Valutando tempi e gravità della comparsa di pre-eclampsia nella madre, rispetto allo sviluppo di malattie cardiovascolari nei figli, il rischio maggiore si è rilevato nei casi con comparsa precoce di tale quadro (rapporto di rischio 1.48; intervallo di confidenza al 95% 1.30-1.67; p<0.001). Fra i limiti dello studio indicati dagli autori ci sono stati: la mancanza di informazioni su fattori, come fumo, consumo di alcol e attività fisica, che avrebbe potuto condizionare lo sviluppo di malattie cardiovascolari nei figli, e le particolarità dell’assistenza sanitaria danese, che sono diverse da quelle di altri Paesi e anch’esse possono avere influenzato sui risultati.

Nelle conclusioni gli autori hanno evidenziato che i risultati del loro studio hanno dimostrato un rischio aumentato di comparsa precoce di malattie cardiovascolari nei figli di madri con problemi di ipertensione in gravidanza, specie se esse avevano una storia di malattie cardiovascolari o di diabete. Hanno anche suggerito la pianificazione di ulteriori ricerche che individuino i meccanismi alla base di questa associazione.                                    

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