Insufficienza della valvola tricuspide e scompenso cardiaco cronico

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Insufficienza della valvola tricuspide e scompenso cardiaco cronico

Un gruppo internazionale di esperti ha passato in rivista le più recenti evidenze relative alle alterazioni provocate dall’insufficienza della valvola tricuspide e alle nuove soluzioni per curarla. Da queste ultime ci si aspettano novità positive per le persone con scompenso cardiaco cronico e insufficienza della valvola tricuspide.

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La valvola tricuspide ha la funzione di impedire il reflusso del sangue dal ventricolo destro all’atrio destro, in occasione della sistole. L’insufficienza della valvola tricuspide consiste nell’incapacità di impedire tale reflusso. La causa più frequente di questa alterazione è una dilatazione del ventricolo destro, ma a provocare l’insufficienza possono essere anche danni alla valvola stessa o alle strutture ad essa correlate. La dilatazione del ventricolo destro, che come gli autori hanno ricordato può dipendere a sua volta da danni al ventricolo sinistro, provoca una dilatazione dell’anello che costituisce la base di attacco della valvola sul miocardio e ciò limita lo spostamento dei suoi lembi. D’altra parte, i lembi possono essere limitati nei movimenti anche da danni a carico dei muscoli papillari. Nel loro articolo, Tadic e colleghi hanno ricordato che l’insufficienza della valvola tricuspide è frequente nelle persone con scompenso cardiaco cronico e, in particolare, in quelle che presentano anche una riduzione della frazione di eiezione del ventricolo sinistro e una concomitante insufficienza della valvola mitrale. La disponibilità dell’ecografia cardiaca tridimensionale ha comportato un importante avanzamento per la definizione del quadro patologico che può essere provocato dall’insufficienza della valvola tricuspide. Infatti, questo esame permette di definire l’anatomia della valvola e delle strutture a essa correlate e di valutare le modificazioni delle funzioni dell’atrio e del ventricolo destri, per definire la causa dell’insufficienza della valvola. A causa dell’elevato rischio di decesso associato al trattamento chirurgico dell’insufficienza isolata della valvola tricuspide, essa per molto tempo è stata gestita solo con terapie mediche. Soluzioni che utilizzano cateteri, mediante i quali si possono riparare i danni alla valvola senza ricorrere alla chirurgia, sono un’alternativa importante per i soggetti ad alto rischio. Gli studi che ne hanno valutato l’efficacia hanno dimostrato l’eccellente fattibilità e la sicurezza, oltre a una rilevante efficacia nel ridurre il grado di insufficienza della valvola e la probabilità di ricovero da insufficienza cardiaca e nel migliorare la funzionalità, la classe NYHA e la qualità di vita.

Nelle conclusioni, Tadic e colleghi hanno precisato che, se da una parte i risultati ottenuti nelle ricerche fatte sull’efficacia dei trattamenti mediante catetere sono stati molto positivi, essi hanno riguardato casistiche limitate e, quindi, andranno confermati su gruppi più ampi di malati.

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