Frazione di eiezione ventricolare nello scompenso cardiaco

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Frazione di eiezione ventricolare nello scompenso cardiaco

Nelle Linee Guida statunitensi, pubblicate in maniera congiunta da Società Americana del Cuore (American Heart Association: AHA), Collegio Americano di Cardiologia (American College of Cardiology: ACC) e Società Americana dello Scompenso Cardiaco (Heart Failure Society of America: HFSA), è stata riportata una classificazione dello scompenso cardiaco sulla base della frazione di eiezione del ventricolo sinistro.

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La frazione di eiezione del ventricolo sinistro è considerata un aspetto chiave nella classificazione dello scompenso cardiaco perché, in base a  questa variabile relativa alla funzione del cuore, cambiano sia la prognosi, sia la risposta alle cure. Inoltre, la maggior parte degli studi clinici che ha valutato l’efficacia dei trattamenti dello scompenso cardiaco cronico, ha arruolato i malati proprio in base alla frazione di eiezione. Le ricerche cliniche controllate che hanno dimostrato effetti delle terapie sulla sopravvivenza hanno incluso soggetti con scompenso cardiaco che avevano una frazione di eiezione del ventricolo sinistro inferiore o uguale al 35% o al 40%, identificandola come ridotta. Nelle Linee Guida statunitensi, in particolare, è stata considerata ridotta una frazione di eiezione del ventricolo sinistro inferiore o uguale al 40%. Inoltre, nello stesso documento, è riportato che, di tutti i casi di scompenso cardiaco, quelli con frazione di eiezione preservata sono almeno il 50% e la loro frequenza è in aumento. Anche a proposito di questa forma di scompenso cardiaco sono stati considerati diversi livelli di percentuale della frazione di eiezione del ventricolo sinistro, ma nelle Linee Guida è stata associata a una percentuale maggiore o uguale al 50%. Esistono casi nei quali la frazione di eiezione del ventricolo sinistro è compresa tra quella classificata come ridotta e quella considerata preservata e, per essi, si sono usate definizioni come “scompenso cardiaco con frazione di eiezione di medio livello” o “scompenso cardiaco con frazione di eiezione lievemente ridotta”. Nelle Linee Guida si è optato per questa seconda definizione. D’altra parte, i malati che hanno questo livello di frazione di eiezione si trovano di solito lungo una traiettoria di variazione della frazione di eiezione che è destinata a cambiare e questo indica la necessità di rivalutarla. In generale, la definizione diagnostica delle forme lievemente ridotta e preservata, della frazione di eiezione del ventricolo sinistro, non è sempre facile. Il punto di partenza è certamente il riscontro dei segni e dei sintomi dello scompenso cardiaco, al quale va associata la verifica di un livello di frazione di eiezione compreso tra il 41 e il 49%, per la forma lievemente ridotta, e superiore al 50% per quella preservata. D’altra parte, i segni e i sintomi che si presentano a questi stadi di scompenso non sono sempre tanto specifici da indirizzare verso le necessarie verifiche strumentali. Proprio in queste forme, invece, possono essere utili particolari approfondimenti. Per dare un’idea di quanto complessa sia in alcuni casi l’individuazione del problema, va considerato che un aumento della concentrazione nel sangue del peptide natriuretico può essere indicativo della presenza di uno scompenso cardiaco con frazione di eiezione lievemente ridotta o preservata, ma anche che livelli normali dell’ormone non escludono che il malato ne sia affetto. Un altro punto illustrato nella parte delle Linee Guida dedicate a questo argomento è che un miglioramento della frazione di eiezione del ventricolo sinistro, pur associandosi in generale a esiti clinici migliori, non è indicativo di un recupero totale delle funzioni del ventricolo sinistro e del cuore. Infatti, alterazioni della struttura del ventricolo sinistro, ed eventualmente delle altre cavità del cuore, possono rimanere anche dopo la normalizzazione della frazione di eiezione del ventricolo sinistro e, se non curati adeguatamente, i casi nei quali si è registrato un miglioramento della frazione di eiezione possono peggiorare di nuovo.

La frazione di eiezione del ventricolo sinistro è una variabile chiave dello scompenso cardiaco che, secondo le Linee Guida, va misurata con precisione per formulare la prima diagnosi e seguita nel tempo per verificare l’evoluzione dello scompenso.     

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