Eventi cardiovascolari e insonnia in persone con malattia coronarica

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Eventi cardiovascolari e insonnia in persone con malattia coronarica

Uno studio eseguito in Norvegia ha valutato, in persone con malattia coronarica, la relazione fra il rischio di eventi cardiovascolari maggiori e l’insonnia. I risultati hanno indicato che la frequenza di recidive degli eventi cardiovascolari aumenta significativamente nelle persone che ne hanno avuti in precedenza e hanno insonnia.

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Vari studi hanno indagato l’effetto dell’insonnia sul rischio di eventi cardiovascolari in persone con malattia coronarica. Ad esempio, una ricerca che ha seguito nel tempo soggetti che avevano avuto un infarto del miocardio, non ha rilevato un’associazione fra rischio di decesso da qualsiasi causa e insonnia nei primi due anni di osservazione. D’altra parte, lo stesso studio, dal secondo al sesto anno, ha dimostrato una relazione significativa tra insonnia e mortalità, indipendente da altri fattori. La stessa associazione è stata dimostrata da altri autori sul breve termine, entro 28 giorni dall’infarto del miocardio, nei maschi e sul lungo termine, cioè su 10 anni di osservazione, nelle femmine. Aastebøl Frøjd e colleghi hanno ritenuto, però, che fosse necessario valutare questa relazione su una casistica ampia e applicando metodi diagnostici standardizzati. Hanno quindi eseguito uno studio su 1082 persone arruolate, consecutivamente, a una distanza di tempo variabile da 2 a 36 mesi (media 16 mesi) dopo un infarto del miocardio o dopo un intervento di ricanalizzazione di un’arteria coronaria. All’inizio della ricerca sono state raccolte informazioni sull’insonnia, sui fattori di rischio di malattia coronarica e sulle malattie associate. La prima è stata misurata con la scala dell’insonnia di Bergen (Bergen Insomnia Scale: BIS). La variabile principale è consistita in un indice composito denominato MACE (abbreviato in Major Adverse Cardiovascular Events, traducibile in eventi avversi cardiovascolari maggiori). Il MACE considera in un unico indice la comparsa di: decesso da malattia cardiovascolare, ricovero per infarto del miocardio o per ricanalizzazione di arteria coronarica o per ictus o per scompenso cardiaco. Il MACE è stato valutato su un periodo di osservazione medio di 4.2 ± 0.3 anni. Sono stati usati specifici metodi statistici, che hanno tenuto conto degli eventi cardiovascolari precedenti all’arruolamento nello studio. I partecipanti, all’inclusione, avevano in media 62 anni, per il 79% erano di sesso femminile e hanno riportato la presenza di insonnia nel 45% dei casi. Nel periodo di osservazione si sono verificati 346 eventi avversi cardiovascolari maggiori in 225 malati. Per le persone con insonnia, il rischio relativo di avere un nuovo MACE, dopo quello precedente all’arruolamento, è stato di 1.62 (intervallo di confidenza al 95% 1.24-2.11). Ciò vuole dire che chi aveva l’insonnia ha avuto un aumento di rischio del 60%, altamente significativo (p<0.001), di avere un nuovo evento a prescindere da età, sesso ed eventi avuti in precedenza. Da un’analisi che ha considerato la presenza di fattori di rischio di malattia coronarica, di malattie cardiovascolari associate e di sintomi di ansia o di depressione, il rischio relativo attribuibile all’insonnia è stato di 1.41 (intervallo di confidenza la 95% 1.05-1.89; p=0.023), equivalente a una probabilità maggiore del 41% di avere un MACE. Infine, nella casistica studiata, l’insonnia è stata il terzo fattore di rischio di MACE in quanto gli sono stati attribuiti il 16% degli eventi, dopo quelli associati al fumo (27%) e all’attività fisica (21%). Nelle conclusioni gli autori hanno evidenziato il ruolo rilevante dell’insonnia come causa di MACE, segnalando l’importanza di curare questo disturbo del sonno nelle persone con malattia coronarica.    

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