Effetti dell’attività fisica nello scompenso cardiaco

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Effetti dell’attività fisica nello scompenso cardiaco

Uno studio pilota eseguito da un gruppo internazionale di esperti ha valutato l’effetto di alcuni tipi di attività fisica sull’endotelio e sulle funzioni cardiovascolare e respiratoria in persone con scompenso cardiaco. Si è osservata una tendenza a sviluppare particolari vantaggi del programma di esercizio denominato “allenamento a intervalli ad alta intensità”.

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L’esercizio fisico è fortemente raccomandato per le persone con scompenso cardiaco, mentre la possibilità, per chi ha questa patologia, di svolgere un’attività ad alta intensità è tuttora dibattuta. Per questo motivo Turri-Silva e colleghi hanno eseguito uno studio pilota, nel quale hanno valutato le conseguenze di programmi di esercizio intenso in soggetti con scompenso cardiaco. I due programmi considerati sono stati quello denominato allenamento a intervalli ad alta intensità (in inglese High Intensity Interval Training, abbreviato in HIIT) e l’allenamento progressivo con circuito ad alta resistenza (in inglese progressive high Circuit-Resistance Training, abbreviato in CRT).  L’HIIT consiste nell’alternanza di periodi di esercizi molto intensi ad altri che lo sono meno, intervallati da fasi di riposo. Ad esempio si possono alternare scatti, riposo e camminata lenta, in cicli successivi. In particolare lo studio ha previsto una valutazione, in malati con scompenso cardiaco, dell’effetto di tali attività sulle funzioni dell’endotelio e degli apparati cardiovascolare e respiratorio in generale. Si sono anche verificate la forza muscolare e la prestazione fisica. A questa esperienza preliminare randomizzata e controllata hanno partecipato 23 soggetti di 56 ± 10 anni di età, che avevano un grado I o II della classificazione dell’Associazione del Cuore di New York (New York Heart Association) ed erano stabili da un punto di vista emodinamico. Tutti hanno partecipato a 36 sessioni di uno dei seguenti tre programmi di attività fisica: HIIT, CRT o programma di controllo non ad alta intensità. Le valutazioni delle funzioni endoteliale e cardiopolmonare, della forza muscolare e della prestazione fisica, sono state fatte al basale e dopo il completamento delle sessioni di esercizio. Non si sono osservati effetti di HIIT e CRT sulla funzione dell’endotelio, ma ambedue i programmi di esercizio ad alta intensità hanno prodotto benefici in termini di miglioramento delle prestazioni fisiche. Queste sono state misurate con il MET (Metabolic Equivalent Minutes per Week, in italiano minuti alla settimana di equivalenti metabolici). Con l’HIIT il MET è aumentato di 0.6 ± 1.8 e con il CRT di 0.9 ± 1.2, mentre con il programma non ad alta intensità il MET la variazione è stata di 0 ± 1.6. La differenza di effetto tra i primi due programmi e il terzo è risultata statisticamente significativa: p<0.05. I due tipi di esercizio ad alta intensità hanno mostrato effetti diversi su specifici criteri di valutazione della prestazione fisica, ma nell’insieme sono risultati più efficaci del programma di controllo.

Nelle conclusioni gli autori, pur sottolineando che la loro è stata un’osservazione preliminare, hanno evidenziato che per la prima volta ha dimostrato i vantaggi di programmi di attività fisica ad alta densità nelle persone con scompenso cardiaco. Ricerche su più ampie casistiche dovranno confermare questi riscontri e comunque qualsiasi decisione sull’esercizio fisico deve essere condiviso dalla persona con scompenso cardiaco con il cardiologo che la ha in cura.            

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