Elevata frequenza di disturbi ormonali e metabolici nello scompenso cardiaco cronico

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Elevata frequenza di disturbi ormonali e metabolici nello scompenso cardiaco cronico

Uno studio eseguito in Italia ha valutato l’impatto della Sindrome da carenza ormonale e metabolica (Multiple Hormonal and metabolic Deficiency Syndrome: MHDS) nello scompenso cardiaco cronico. I risultati hanno indicato che la Sindrome da carenza ormonale e metabolica è frequente e peggiora il decorso dello scompenso cardiaco cronico.   

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Cittadini e colleghi sono partiti da evidenze recenti che hanno dimostrato una discreta frequenza della Sindrome da carenza ormonale e metabolica nello scompenso cardiaco cronico. A fronte di tali evidenze, non c’erano ricerche osservazionali, eseguite su ampie casistiche, che avessero valutato l’impatto di questa Sindrome sull’evoluzione e sugli esiti dello scompenso cardiaco cronico. Hanno quindi attivato un Registro, denominato Trattamento Ormonale nello Scompenso Cardiaco (TOSCA), per eseguire uno studio multicentrico, osservazionale e prospettico, al quale hanno partecipato 19 Centri italiani. Dei soggetti inseriti nel Registro sono stati valutati: concentrazioni nel sangue di ormoni della tiroide, fattore di crescita dell’insulina-1, testosterone totale e deidroepiandrosterone solfato. Inoltre, si è verificata la presenza di insulino-resistenza e di diabete. La diagnosi di Sindrome da carenza ormonale e metabolica è stata confermata in presenza di due o più carenze degli ormoni analizzati. La variabile principale dello studio è stato un indice che ha tenuto conto del rischio di decesso da qualsiasi causa e della frequenza dei ricoveri per malattie cardiovascolari. Sono stati arruolati 408 malati con scompenso cardiaco e frazione di eiezione inferiore o uguale al 45%. La Sindrome da carenza ormonale e metabolica o il diabete sono stati individuati in 372 casi (77.5%). Sono stati registrati 271 eventi, dei quali 97 decessi e 174 ricoveri per malattie cardiovascolari. Di questi eventi, il 41% si è verificato in persone senza la Sindrome e il 62% in chi aveva la Sindrome (p<0.001). La mediana della durata del periodo di osservazione è stata di 36 mesi. Ulteriori analisi hanno permesso di dimostrare che la Sindrome da carenza ormonale e metabolica era associata, in maniera indipendente da altri fattori, alla variabile principale dello studio (rapporto di rischio 1.93; intervallo di confidenza al 95% 1.37-2.73; p<0.001) e ha permesso di identificare un gruppo di soggetti con rischio di decesso più elevato (rapporto di rischio 2.20; intervallo di confidenza al 95% 1.28-2.83; p=0.01), nel quale si è osservata relazione proporzionale fra carenze ormonali e numero di eventi complessivi (p<0.01).

Nelle conclusioni gli autori hanno confermato che la Sindrome da carenza ormonale e metabolica è frequente nello scompenso cardiaco e che è associata, in maniera indipendente, al rischio di decesso e alla frequenza dei ricoveri per malattie cardiovascolari.        

Tommaso Sacco

Fonte:  Multiple hormonal and metabolic deficiency syndrome predicts outcome in heart failure: the T.O.S.CA. Registry; European Journal of Preventive Cardiology 2021 Mar 7;zwab020. 

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