Malattia coronarica

Malattia coronarica

Fact checked

La malattia coronarica provoca uno dei sintomi più caratteristici, tra quelli delle malattie cardiovascolari: l’angina. Questo sintomo può essere una “spia” del danno che si sta creando a carico delle arterie coronarie e, se individuato tempestivamente, permette di gestire efficacemente la malattia coronarica, evitando che compaiano eventi acuti gravi come l’infarto del miocardio. Per questo motivo è bene imparare a riconoscere l’angina.

Potrebbe interessarti anche…

Cos’è

La malattia coronarica è una patologia caratterizzata dall’accumulo di placche aterosclerotiche nelle arterie dell’epicardio. Le placche in questi vasi possono provocare o meno ostruzioni. La malattia può progredire senza manifestarsi con segni e sintomi e rimanere stabile per lungo tempo, ma può diventare instabile in qualsiasi momento. Infatti, la rottura o l’erosione di una placca causa la formazione di un trombo, che può bloccare del tutto o in parte il flusso di sangue nel vaso. Anche lo spasmo della parete del vaso può contribuire a ridurre o a bloccare il passaggio del sangue

Quanto è frequente

In un documento pubblicato nel 2017 dal Ministero della Salute Italiano si è riportato che nei maschi, in due indagini svolte a 10 anni di distanza, si è registrata una leggera diminuzione della prevalenza della malattia coronarica: dal 6.9% nel periodo 1998-2002 al 6.7% dal 2008 al 2012. Nelle femmine, negli stessi anni la prevalenza di malattia coronarica è, sempre di poco, aumentata: dal 5.9% nel periodo 1998-2002 al 6.2% dal 2008 al 2012.

Le cause e i meccanismi di sviluppo

Come riportato in precedenza, il meccanismo di base della malattia coronarica consiste nella formazione di placche aterosclerotiche nelle arterie coronarie, che aumentano il rischio di ostruzione di tali vasi. Per approfondimenti sulle cause dell’aterosclerosi e sui meccanismi con i quali si sviluppano le placche si rimanda alla scheda dedicata.

Come si fa la diagnosi

Il segno tipico: il sintomo più caratteristico della malattia coronarica è l’angina, cioè il dolore. Con l’anamnesi è importante definire le caratteristiche del dolore o del malessere provocato dall’ischemia del miocardio e vanno verificati aspetti come: sede in cui viene percepito, tipologia, durata, rapporto con lo sforzo o con altri fattori che lo possano peggiorare o migliorare. La localizzazione tipica è al torace, in corrispondenza dello sterno. Relativamente frequenti sono localizzazioni in altre sedi, dalla parte alta dell’addome al margine inferiore della mandibola o alle scapole. Circa la tipologia del dolore, esso può essere percepito come una pressione o una pesantezza o come una sensazione di costrizione, a volte accompagnato da mancanza di respiro. Abitualmente dura massimo 10 minuti e, se la durata è di pochi secondi, difficilmente è dovuto a malattia coronarica. L’angina può essere stabile o instabile. Questo secondo tipo si presenta a riposo e per periodi prolungati oppure a seguito di uno sforzo. A complicare l’analisi del sintomo può essere il fatto che, alle volte, prolungando lo sforzo l’angina si riduce. Un altro modo di classificare l’angina è in tipica e atipica. È tipica se ha tutte e tre le seguenti caratteristiche:

  • senso di costrizione alla parte anteriore del torace o a collo, mandibola, spalla o braccia;
  • provocata da un’attività fisica;
  • ridotta dal riposo o dall’assunzione di nitrati entro 5 minuti.

L’angina è atipica se ha solo due di queste caratteristiche

L’anamnesi: un’accurata anamnesi è la base per la diagnosi di un’angina e raccogliendo informazioni dettagliate su altri segni e sintomi ci si può avvicinare molto alla conferma della diagnosi, che arriverà dall’esame obiettivo e, soprattutto, da valutazioni strumentali. Nel corso dell’anamnesi si devono raccogliere informazioni su qualsiasi manifestazione di malattie cardiovascolari e sui fattori di rischio relativi al soggetto: dalla dislipidemia al fumo, dal diabete all’ipertensione.   

Gli esami per la conferma della diagnosi: una volta ipotizzata una diagnosi di angina da malattia coronarica sulla base dell’anamnesi, si eseguono esami di vario tipo per confermarla. Tra le prove di laboratorio c’è la misurazione delle concentrazioni nel sangue di emoglobina, colesterolo e trigliceridi, lipoproteine, glicemia, emoglobina glicata. Inoltre, se c’è il dubbio di un danno in  corso al muscolo del miocardio si dovrebbero misurare troponina T o troponina I. Un elettrocardiogramma a riposo permette di individuare difetti della ripolarizzazione. Ulteriori verifiche possono essere fatte con una registrazione prolungata dell’ECG con holter o, se indicato, con un’ECG da sforzo. Tra gli esami per immagini, forniscono informazioni importanti ecocardiografia e risonanza magnetica. Valutare la funzione del ventricolo sinistro permette di verificare la presenza eventuale di uno scompenso cardiaco.       

Gli obiettivi delle cure

A seconda della gravità della malattia coronarica e dei sintomi che la caratterizzano, le cure avranno la priorità di risolvere problemi acuti e/o di prevenire o rallentare la progressione dei danni ai vasi.

Abitudini di vita e malattie associate: nella gestione della malattia coronarica è spesso necessario intervenire sulle abitudini di vita, per ridurre la progressione del danno e per contrastare il peggioramento del quadro clinico: l’abbandono del fumo, il passaggio a una dieta sana e lo svolgimento di una quantità adeguata di attività fisica sono soluzioni da considerare. Se sono presenti malattie che aumentano il rischio di danni alle arterie, come ipertensione, dislipidemie e diabete, ne va ottimizzata la gestione, integrandola con quella della malattia coronarica.

I farmaci: gli obiettivi delle cure con i farmaci sono quelli di ridurre l’angina, quando presente, e di evitare episodi di ischemia provocati dallo sforzo fisico. Tra i farmaci prescritti per prevenire l’ischemia, ci sono calcioantagonisti, betabloccanti e altri ancora. I nitrati, somministrati per via sublinguale e in spray, sono efficaci nel ridurre rapidamente l’angina. A questi trattamenti se ne possono aggiungere altri, come gli antiipertensivi, nel caso alla malattia coronarica si associ ipertensione. Un’altra componente rilevante nella cura della malattia coronarica consiste nella prevenzione degli eventi cardiovascolari con antiaggreganti, che vanno dall’acido acetilsalicilico a molecole di più recente introduzione che riducono l’aggregazione delle piastrine.

Altri approcci: se la gravità dell’angina o il sopraggiungere di un infarto del miocardio richiedono la rimozione di ostruzioni delle coronarie, si rende necessaria una tecnica di rivascolarizzazione.                   

Fonti

  • Ministero della Salute. Alleanza Italiana Per Le Malattie Cardio-Cerebrovascolari. Documento di Strategia: 18 maggio 2017.
  • J Knuuti e coll. 2017 2019 ESC Guidelines for the diagnosis and management of chronic coronary syndromes. European Heart Journal 2020; 41, 407-477. doi:10.1093/eurheartj/ehz425.

Fact checking

Fact checking disclaimer

ll team di Fondazione si impegna a fornire contenuti che aderiscono ai più alti standard editoriali di accuratezza, provenienza e analisi obiettiva. Ogni articolo è accuratamente controllato dai membri della nostra redazione. Inoltre, abbiamo una politica di tolleranza zero per quanto riguarda qualsiasi livello di plagio o intento malevolo da parte dei nostri scrittori e collaboratori.

Tutti gli articoli di Fondazione Merck Serono aderiscono ai seguenti standard:

  • Tutti gli studi e i documenti di ricerca di cui si fa riferimento provengono da riviste o associazioni accademiche di riconosciuto valore, autorevoli e rilevanti.
  • Tutti gli studi, le citazioni e le statistiche utilizzate in un articolo di notizie hanno link o riferimenti alla fonte originale.
  • Tutti gli articoli di notizie devono includere informazioni di base appropriate e il contesto per la condizione o l'argomento specifico.