Diabete e malattie cardiovascolari

Diabete e malattie cardiovascolari

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Il diabete è una malattia caratterizzata dalla difficoltà o dalla impossibilità dell’organismo di mantenere la concentrazione glucosio nel sangue entro i limiti considerati normali. In particolare la sua forma più diffusa, vedi di seguito, è un fattore di rischio importante per lo sviluppo di malattie cardiovascolari.

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Cos’è

Di diabete ne esistono 2 forme, il diabete di tipo 1 e il diabete di tipo 2, delle quali la prima è molto meno frequente della seconda, si presenta in età molto più giovane e richiede  sempre la somministrazione di insulina.  Infatti, il diabete di tipo 1 è chiamato anche insulino-dipendente. Il diabete  di tipo 2 ha uno sviluppo più progressivo, le sue fasi iniziali possono sfuggire alla diagnosi ed è preceduto da una condizione definita prediabete o intolleranza al carico di glucosio.

Cosa lo provoca

Il diabete di tipo 1 è una malattia autoimmune che danneggia le cellule beta presenti nelle Isole del Langherans del pancreas, che producono l’insulina. Del diabete di tipo 2 non è stata definita una causa vera e propria, ma sono stati individuati vari fattori che aumentano il rischio della sua comparsa: presenza in famiglia di persone con diabete di tipo 2, sovrappeso, obesità, obesità addominale, sedentarietà e comparsa di diabete in gravidanza.

Come si individua

Nella tabella sono riportati i criteri di diagnosi del prediabete e del diabete di tipo 2 sulla base dei valori di laboratorio.

CondizioneCriteri di diagnosi
PrediabeteGlicemia a digiuno 100–125 mg/dl
Glicemia dopo 2 ore dal carico di glucosio140–199 mg/dl
Emoglobina glicata: 5.7–6.4%
DiabeteGlicemia a digiuno ≥126 mg/dl
Glicemia a digiuno ≥126 mg/dl
Glicemia dopo 2 ore dal carico di glucosio: ≥200 mg/dl
Emoglobina glicata: ≥6.5 %

Fra i sintomi più frequenti ci sono: sensazione di stanchezza ingiustificata, urinare spesso, sete molto intensa, riduzione del peso non giustificata e vista offuscata.

Diabete e rischio cardiovascolare

Al diabete si associano due tipi di alterazioni dei vasi sanguigni: modificazioni di tipo aterosclerotico e arteriosclerotico dei vasi più grandi e modificazioni definite microangiopatiche delle arteriole. La relazione fisiopatologica tra diabete e quest’ultimo tipo di danno consisterebbe in un effetto dell’aumento della concentrazione di insulina nel sangue che stimolerebbe la sintesi di grassi nell’ambito della parete delle piccole arterie. Le alterazioni dei vasi si ripercuotono negativamente sulla funzione cardiovascolare. Ad esempio le arterie coronarie possono essere interessate da processi aterosclerotici più gravi nelle persone diabete, a prescindere da altri fattori di rischio che esse possono avere. Ciò aumenta, di conseguenza, il rischio di infarto del miocardio, che tende a provocare fenomeni di necrosi più estesi nei diabetici, rispetto a quelli riscontrabili in soggetti con profilo di rischio simile, ma che non sono affetti da diabete. Anche le alterazioni che il diabete determina a carico del sistema nervoso autonomo si possono ripercuotere sulla funzione cardiovascolare, ad esempio con modificazioni della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa, che possono delineare una vera e propria alterazione della funzione autonomica cardiaca. Inoltre, la presenza di diabete di tipo 2 aumenta la probabilità di sviluppare scompenso cardiaco congestizio da qualsiasi causa. Tale aumento di rischio non sembra essere dovuto ai meccanismi di aterosclerosi e di danni alle arterie coronarie precedentemente citati, ma sembra possa essere attribuito a una forma di cardiomiopatia indotta dal diabete stesso. Infine le alterazioni a carico delle piccole arterie provocano quadri di varia gravità, che possono arrivare fino alla gangrena.

Come si cura

La base della cura del diabete di tipo 1 è l’insulina. Il diabete di tipo 2 si affronta a vari livelli. Un primo approccio a questa forma di diabete consiste nella correzione dei fattori di rischio e nella prevenzione dei danni che la malattia provoca a vari organi e apparati, mediante cambiamenti delle abitudini di vita. Un secondo livello di intervento prevede la somministrazione di farmaci che, con meccanismi di vario tipo, riducono la glicemia. Quando nel pancreas si esaurisce la capacità di produrre insulina, si passa a somministrarla come farmaco. Secondo alcuni Autori, sarebbe preferibile iniziare la cura con insulina più precocemente, quando ancora le cellule beta del pancreas sono in grado di produrla.

Approfondimenti

Per informazioni più dettagliate sul diabete si rimanda alla sezione dedicata.

Fonti

  • S Hill Golden e coll. Update on Prevention of Cardiovascular Disease in Adults With Type 2 Diabetes Mellitus in Light of Recent Evidence. A Scientific Statement From the American Heart Association and the American Diabetes Association. Circulation. 2015;132:691-718.
  • FLJ Visseren e coll. 2021 ESC Guidelines on cardiovascular disease prevention in clinical practice. European Heart Journal (2021) 00, 1-111.
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