Cuore polmonare

Cuore polmonare

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L’apparato cardiovascolare ha strette relazioni con gli altri organi e apparati dell’organismo e per questo può risentire di malattie che li interessano. È quello che succede nel cuore polmonare.

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Cos’è?

Per cuore polmonare si intende un aumento di volume del ventricolo destro, che si associa a una malattia dei polmoni che determina una difficoltà di flusso e un aumento della pressione arteriosa in questi organi. Tra gli esiti di tali alterazioni c’è uno scompenso del ventricolo destro.  

Quanto è frequente

Il fatto che il cuore polmonare nelle fasi iniziali sia asintomatico rende difficile definirne con precisione l’epidemiologia. Negli Stati uniti si stima che costituisca il 6-7% di tutte le malattie cardiovascolari, quindi è una malattia abbastanza rara. In alcune casistiche, la BPCO ne è la causa nel 50% dei casi.

Le cause e i meccanismi di sviluppo

All’origine dello scompenso del ventricolo destro che caratterizza il cuore polmonare c’è di solito una malattia dei polmoni e dei vasi che li irrorano e non malattie congenite del cuore, danni alle valvole o quadri di scompenso del ventricolo sinistro. Le malattie polmonari che provocano il cuore polmonare possono dipendere da una riduzione della rete di capillari diffusa nei polmoni e questa, a sua volta, può essere conseguenza di una broncopneumopatia cronica ostruttiva. Altre possibili cause di difficoltà del flusso del sangue nei piccoli vasi arteriosi dei polmoni sono l’ipertrofia o l’aumento del tono dei muscoli della parete dei vasi, nei quali gioca un ruolo importante l’endotelina, oppure trombosi o emboli che li chiudono parzialmente o completamente. Anche una vasocostrizione conseguente a ipossia, ipercapnia o all’insieme delle due alterazioni, può provocare il cuore polmonare, così come l’aumento di pressione negli alveoli che si può verificare applicando la ventilazione meccanica nelle persone con BPCO. A volte, a ridurre il diametro dell’arteria polmonare è una compressione dall’esterno, da parte di un linfonodo o di una neoplasia. Ulteriori cause di cuore polmonare sono la fibrosi polmonare interstiziale, un’alterazione della colonna vertebrale denominata cifoscoliosi, la sclerosi sistemica, alterazioni a carico di nervi e di muscoli coinvolti nei meccanismi della respirazione e forme di obesità con ridotta ventilazione degli alveoli polmonari. Tutti questi quadri determinano un aumento della pressione nelle arterie dei polmoni, cioè un’ipertensione polmonare, che, a sua volta, impedisce al ventricolo destro di pompare efficacemente il sangue nel circolo polmonare e, in particolare, aumenta il postcarico in questa cavità. Con meccanismi simili a quelli che si verificano nell’insufficienza del ventricolo sinistro, anche nel cuore polmonare si ha un aumento dello spessore delle pareti del ventricolo destro e una dilatazione della sua cavità.           

Come si fa la diagnosi

Anamnesi: il cuore polmonare è conseguenza di malattie a carico dei polmoni, quindi nella sua individuazione è di fondamentale importanza raccogliere, con l’anamnesi, informazioni relative alla presenza di malattie polmonari croniche, come la broncopneumopatia cronica ostruttiva. Andrebbero indagati anche fattori di rischio e sintomi, anche aspecifici, che contribuiscano a delineare un primo sospetto diagnostico.

I segni e i sintomi: nelle fasi iniziali il cuore polmonare di per sé è asintomatico, mentre sono presenti sintomi della malattia dei polmoni che ne è all’origine, vale a dire dispnea e astenia da sforzo. Con il progredire del quadro di cuore polmonare, compaiono sintomi della disfunzione cardiaca, inizialmente sotto sforzo, e si rendono evidenti segni individuabili con l’esame obiettivo grazie alla palpazione e all’auscultazione.

Esami strumentali: con l’esame radiologico del torace è possibile rilevare dilatazioni del ventricolo destro e del primo tratto dell’arteria polmonare. Nell’elettrocardiogramma si possono individuare modificazioni caratteristiche dell’ipertrofia del ventricolo destro. L’ecocardiografia può evidenziare alterazioni della struttura e della funzione del ventricolo destro e un aumento della pressione all’interno della sua cavità. Questo parametro si definisce meglio mediante cateterismo del cuore destro. Un contributo alla precisazione diagnostica in alcuni casi può venire da una risonanza magnetica del cuore che è in grado di delineare con maggior precisione aspetto e funzione delle cavità dell’organo        

Gli obiettivi delle cure

Ci possono essere due tipi di obiettivi nella gestione del cuore polmonare. Il primo è quello di ripristinare o quanto meno migliorare il flusso di sangue nel circolo polmonare, ma non sempre questo è possibile se le sue alterazioni dipendono da patologie polmonari croniche irreversibili. Il secondo obiettivo è quello di compensare le conseguenze del sovraccarico funzionale del ventricolo destro. Nel trattamento degli edemi periferici, come quelli che si formano agli arti inferiori, si ricorre ai diuretici, se al cuore polmonare vero e proprio si associano un’insufficienza del ventricolo sinistro e una congestione del circolo polmonare. I diuretici devono essere impiegati con grande attenzione, in quanto c’è il rischio che peggiorino il cuore polmonare. Farmaci come idralazina, calcioantagonisti e altri, anche se sono efficaci nel trattare l’ipertensione polmonare primitiva, non lo sono nel cuore polmonare. Il bosentan, antagonista del recettore dell’endotelina, offre vantaggi nelle persone con ipertensione polmonare positiva, ma non può contare su evidenze di efficacia altrettanto conclusive nel cuore polmonare. Infine, la digossina è utile solo se allo scompenso del ventricolo destro si associa un’insufficienza del ventricolo sinistro. Nel cuore polmonare cronico la formazione di trombi può essere prevenuta con anticoagulanti.       

Fonti

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