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Pubblicate raccomandazioni sulla cura dell’orticaria spontanea cronica

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Pubblicate raccomandazioni sulla cura dell’orticaria spontanea cronica

Un gruppo di esperti di vari paesi, fra i quali l’italiano Massimo Trigiani, ha pubblicato un articolo che fornisce indicazioni sulla cura delle forme di orticaria spontanea cronica che non rispondono alla terapia di prima linea, cioè ad alcuni tipi di antistaminici.

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L’orticaria spontanea cronica è caratterizzata dalla comparsa improvvisa di arrossamenti con aree di gonfiore della pelle, denominate pomfi. Tali manifestazioni possono avere un andamento continuo o intermittente, provocano prurito intenso e possono essere accompagnate da angioedema. La durata può essere di 6 o più settimane e, abitualmente. non si individua una causa scatenante, ma i meccanismi che determinano le lesioni alla pelle sono simili a quelle delle reazioni allergiche. Varie Linee Guida internazionali, comprese quelle dell’Organizzazione Mondiale dell’Allergia, suggeriscono di usare degli antistaminici, definiti di seconda generazione, che sono diretti verso il recettore H1 dell’istamina. D’altra parte tale cura elimina i sintomi in meno del 50% dei soggetti trattati. Sempre facendo riferimento alle Linee Guida, si può aumentare il dosaggio dei farmaci suddetti fino a quattro volte la dose di partenza. Questa terapia di seconda linea può migliorare l’andamento dei sintomi in alcune persone con L’orticaria spontanea cronica, ma molti di loro continuano ad avere problemi. Si può quindi concludere che, nella gestione della malattia ci sono ampi margini di miglioramento, peraltro non facile da ottenere perché la stessa definizione del successo delle cure è soggettiva e, quindi, non è possibile progettare studi in questa area. D’altra parte, mancano variabili obiettive, come risultati di esami di laboratorio, che si possano affiancare al giudizio soggettivo dei malati nel valutare l’efficacia di un trattamento. Tornando alle Linee Guida, le indicazioni riguardanti i casi che non rispondono neanche all’aumento di dosaggio degli antistaminici, consistono nella somministrazione di farmaci denominati, rispettivamente, omalizumab, ciclosporina A e montelukast. Essi vanno considerati come terza linea di cura e serfono per i soggetti che non rispondono agli approcci di prima e seconda linea. L’omalizumab è l’unico farmaco biologico indicato in questa malattia, la ciclosporina A è efficace, ma viene impiegata al di fuori delle sue normali indicazioni e il montelukast sembra essere il meno attivo dei tre. Per l’omalizumab c’è un’avvertenza circa il rischio di provocare anafilassi, anche se, negli studi eseguiti in questa patologia, non si sono presentati questi quadri. Inoltre, secondo gli autori dell’articolo, l’omalizumab è in generale più sicuro della ciclosporina A.

Tommaso Sacco

Fonte: Treatment of chronic spontaneous urticaria with an inadequate response to H1-antihistamines: an expert; European Journal of Dermatology, 2016 Nov 23