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Come prevenire le allergie alimentari? Mangiando fin da piccoli gli alimenti a rischio

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Come prevenire le allergie alimentari? Mangiando fin da piccoli gli alimenti a rischio

L’introduzione precoce, nella dieta di bambini piccoli ad alto rischio di allergie alimentari, di uno degli alimenti che più spesso provoca tale problema, diminuisce in maniera significativa, il rischio di comparsa di allergie fino al quinto anno di età.

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Le arachidi, comunemente dette noccioline americane, sono fra le cause più frequenti, dopo il latte e l’uovo, di allergie agli alimenti nei bambini. Un anno fa, una delle riviste mediche di maggior prestigio al mondo ha pubblicato un articolo che si potrebbe definire rivoluzionario, riguardo alla prevenzione delle allergie alimentari. Esso riportava i risultati di uno studio che ha coinvolto un gruppo di esperti, di Stati Uniti e Gran Bretagna, che hanno valutato se l’introduzione precoce delle arachidi, nell’alimentazione di bambini ad alto rischio di sviluppare reazioni allergiche, aumentava la comparsa di allergie nei confronti di questo alimento. E’ stata selezionata un’ampia popolazione di 640 bambini piccoli con: eczema grave o allergia alle uova o ambedue i problemi. Questi soggetti, considerati al alto rischio di sviluppare anche altre allergie, sono stati divisi in due gruppi, dei quali uno ha mangiato arachidi, o alimenti che le contenevano, fin dai primi mesi di vita e l’altro le ha evitate. I partecipanti, che avevano un’età compresa fra 4 e 11 mesi, al momento in cui sono stati suddivisi nei due gruppi, hanno mantenuto questi comportamenti alimentari, nei confronti delle arachidi, per 5 anni e, alla fine di questo periodo, è stata valutata la presenza di un’allergia alle arachidi. Nell’analisi si è tenuto conto del fatto che, in ambedue i gruppi, c’erano bambini che, all’inizio della ricerca, pur non avendo una vera e propria allergia alle arachidi, mostravano qualche reazione anomala del sistema immunitario quando le mangiavano.

Cinquecentotrenta bambini al momento di essere inclusi nello studio non avevano nessun tipo di reazione del sistema immunitario nei confronti delle arachidi. Di questi, all’età cinque anni, erano diventati allergici alle arachidi, rispettivamente, il 13.7% di quelli che non le avevano mai mangiate nei primi anni di vita e l’1.9% di quelli che le avevano mangiate. La differenza fra i due gruppi ha raggiunto un alto livello di significatività statistica: p<0.001. Per quanto riguarda i bambini piccoli che avevano già una reattività allergica al momento di essere arruolati nella ricerca, l’introduzione precoce delle arachidi nella dieta ha determinato la comparsa di allergie nei confronti di tale alimento nel 10.6% dei casi, mentre evitare il contatto con l’alimento ha determinato una frequenza di allergia quasi tre volte più elevata: 35.3%.

Nelle conclusioni dell’articolo, gli autori sottolineano che l’introduzione precoce, nell’alimentazione di bambini piccoli a rischio di allergie di uno degli alimenti che più spesso provocano questo tipo di problema, ha ridotto in maniera drastica e significativa la comparsa di allergie nei confronti delle arachidi.

Ovviamente sono attesi altri studi che confermino queste evidenze, in particolare verificando l’andamento della comparsa di allergie dopo i cinque anni di età, ma i risultati della ricerca di Du Toit e colleghi sono potenzialmente rivoluzionari. Infatti, negli ultimi decenni, si era assistito a una progressiva selezione dei componenti dell’alimentazione nei primi anni di vita. L’obiettivo era, riducendo al minimo i contatti con cibi che contenessero i più importanti allergeni alimentari, di dimunuire il rischio di comparsa di allergie. Fra le motivazioni alla base di questo approccio c’era la considerazione che, nei primi anni di vita il sistema immunitario, è “in sviluppo” e che non bisognava sovraccaricarlo con “contatti” a rischio. Questa ricerca è giunta alla conclusione che, con quell’approccio, si rischia di ottenere l’effetto opposto: aumentare la frequenza di allergie alimentari.

Tommaso Sacco

Fonte: Randomized Trial of Peanut Consumption in Infants at Risk for Peanut Allergy; New England Journal of Medicine, 2015; 372(9): 803-813