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Nei Paesi Occidentali c’è un’epidemia di allergie agli alimenti?

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Nei Paesi Occidentali c’è un’epidemia di allergie agli alimenti?

L’anafilassi provocata da allergie agli alimenti è diventata una causa importante di accesso all’ospedale soprattutto per soggetti in età pediatrica. Esperti inglesi hanno valutato se a tale evidenza corrisponda un reale aumento della frequenza delle allergie mediate dalle IgE.

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Una delle prime osservazioni fatte dagli autori è che l’aumento della diffusione delle allergie agli alimenti nei paesi occidentali si è verificata in tempi così rapidi da non poter dipendere da modificazioni dei geni, perché queste si sviluppano nell’arco di molti decenni o di secoli. D’altra parte ricerche recenti hanno indicato che l’organismo sviluppa un’allergia provocata dall’ambiente se ha una predisposizione che dipende dai geni. Ad esempio, la presenza di noccioline nell’ambiente aumenta il rischio di sviluppare allergia alle noccioline in persone con una particolare modificazione dei geni che rende più reattivo del normale il sistema immunitario. Inoltre un ridotto contatto con i microbi e un’inadeguata quantità di vitamina D nell’organismo sono fattori, in vario modo correlati all’ambiente, che aumentano la possibilità che si presenti un’allergia alimentare. Infine, gli autori citano studi su ampie casistiche hanno indicato che il contatto precoce con allergeni riduce il rischio di allergie agli alimenti e, di questo, si dovrebbero informare le persone e se ne dovrebbe tenere conto nella formulazione di raccomandazioni rivolte a tutta la popolazione. Una volta pianificati questi interventi, ulteriori ricerche ne dovrebbero valutare l’effetto sulla diffusione delle allergie agli alimenti.

Tommaso Sacco

Fonte: Epidemiology of food allergy and food-induced anaphylaxis: is there really a Western world epidemic?; Current Opinion in Allergy and Clinical Immunology, October 2015 - Volume 15 - Issue 5 - p 409–416.