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L’Organizzazione Mondiale dell’Allergia ha pubblicato le Linee Guida sull’anafilassi

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L’Organizzazione Mondiale dell’Allergia ha pubblicato le Linee Guida sull’anafilassi

Un gruppo di esperti di vari Paesi del mondo, compresa l’Italia, hanno pubblicato le Linee Guida sull’anafilassi, sotto l’egida dell’Organizzazione Mondiale dell’allergia (World Allergy Organization, WAO). Il documento si occupa di tutti gli aspetti riguardanti questo grave quadro, dai meccanismi di sviluppo alla cura e alla prevenzione.

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Le Linee Guida della WAO partono dai dati riguardanti la diffusione del problema, segnalando che sono pochi gli studi che l’hanno valutata nella popolazione generale, mentre prevalgono le osservazioni eseguite sui soggetti allergici. Uno studio spagnolo, quindi riguardante una realtà non molto diversa da quella italiana per certi aspetti, ha rilevato una frequenza nella popolazione generale di 103 casi di anafilassi, all’anno, ogni 100.000 abitanti. Riferendo il dato alle diverse fasce di età, è emerso che il valore più elevato di incidenza 314/100.000/anno, era nei bambini da 0 a 4 anni. Oltre all’età, altri fattori che si associano ad un rischio più alto di anafilassi sono: asma non controllata dalle cure, malattie di cuore e vasi, aumentato numero di mastociti e assunzione di farmaci, come beta-bloccanti , ACE-inibitori o diuretici (usati per ridurre la pressione arteriosa). Gli allergeni, che più spesso possono essere all’origine della reazione allergica che si manifesta con l’anafilassi, possono essere contenuti in alimenti, nel veleno di insetti e in farmaci. Per dare un’idea di quanto accurata debba essere la raccolta della storia del malato che ha presentato anafilassi, si segnala che non solo con l’ingestione dei cibi, ma anche con l’inalazione di piccole particelle di alimenti dal naso o con il contatto fra la pelle e cibi vomitati può iniziare una reazione allergica che evolve in un quadro di anafilassi. Le Linee Guida forniscono anche criteri di riferimento per la diagnosi dell’anafilassi e raccomandazioni per la cura. A proposito di queste ultime, si ribadisce che il trattamento immediato della reazione è fondamentale, perché anche pochi minuti di ritardo possono determinare alterazioni della circolazione sanguigna, in particolare nel cervello, che, a loro volta, rischiano di provocare danni irreversibili e potenzialmente fatali. Sempre a proposito di cure, si forniscono indicazioni per la gestione dell’anafilassi nelle strutture di Pronto Soccorso e  si riportano i risultati di ampie analisi delle ricerche eseguite, che confermano l’utilità della immunoterapia specifica (i cosiddetti vaccini antiallergici), nel prevenire il ripresentarsi dell’anafilassi indotta, in particolare, da alcuni tipi di allergeni.

 Tommaso Sacco

Fonte: World Allergy Organization Anaphylaxis Guidelines: 2013 Update of the Evidence Base; International Archives of Allergy and Immunology, Vol. 162, No. 3, 2013.

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