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L’immunoterapia per la rinocongiuntivite allergica è efficace in soggetti selezionati

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L’immunoterapia per la rinocongiuntivite allergica è efficace in soggetti selezionati

Dalla letteratura scientifica emergono dati incoraggianti sull’efficacia e la sicurezza dell’immunoterapia nei soggetti con rinite e congiuntivite allergica.

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La rinocongiuntivite allergica, ossia l’associazione tra congiuntivite e rinite allergiche, è una forma di allergia molto comune, provocata, di solito, dall’esposizione ad allergeni stagionali o perenni.

Un’autorevole società scientifica europea, l’Accademia Europea di Allergologia e Immunologia Clinica (in inglese: European Academy of Allergy and Clinical Immunology: EAACI), sta sviluppando Linee Guida per la gestione di questa condizione con l’immunoterapia specifica, che consiste nel somministrare un allergene, in dosi crescenti, per ridurre la sensibilità del sistema immunitario nei confronti dell’allergene stesso e, quindi, ridurre o eliminare la risposta che esso induce. Allo scopo di raccogliere informazioni per la stesura delle Linee Guida, un gruppo di esperti ha analizzato le pubblicazioni scientifiche sull’argomento per ricavarne dati sull’efficacia, la sicurezza e il rapporto tra costo ed efficacia di questo approccio terapeutico.

Nurmatov e colleghi, nella loro revisione sistematica della letteratura, hanno raccolto 5932 articoli. Da essi sono state selezionate 17 revisioni sistematiche della letteratura, che sono state esaminate in dettaglio e classificate in base alla qualità: 8 sono state giudicate di alta qualità, 5 di qualità media e 3 di bassa qualità.

Da queste pubblicazioni emerge che, in soggetti adeguatamente selezionati, l’immunoterapia specifica, somministrata per via sottocutanea oppure per via sublinguale, cioè in compresse o gocce da assumere sotto la lingua, è in grado di ridurre sia i sintomi di rinite e congiuntivite, sia il ricorso a farmaci per controllarli, senza dare luogo a problemi di sicurezza. Queste informazioni, tuttavia, devono essere recepite con cautela, perché le revisioni della letteratura sulle quali sono basate fanno riferimento a studi clinici che si differenziano, tra loro, per allergene preso in considerazione, per caratteristiche della popolazione studiata e per protocollo sperimentale.

I dati finora disponibili non consentono di stabilire se una delle due possibili vie di somministrazione – sottocutanea e sublinguale – sia da preferire all’altra, anche se su quella sottocutanea c’è un’esperienza più consolidata nella pratica clinica, perché si usa da più tempo.

Testi a cura della redazione scientifica Editamed

Fonte: Allergen immunotherapy for allergic rhinoconjunctivitis: a systematic overview of systematic reviews. Clinical and Translational Allergy 2017;7:24