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L’autoiniettore di adrenalina: un dispositivo che le persone a rischio devono avere sempre con sé e che va usato correttamente

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L’autoiniettore di adrenalina: un dispositivo che le persone a rischio devono avere sempre con sé e che va usato correttamente

L’autoiniettore di adrenalina può salvare la vita di una persona con allergia che sviluppi una reazione anafilattica, ma va riservato a questo quadro specifico, deve essere usato correttamente e non sostituisce le cure mediche del caso.

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L’adrenalina, il farmaco di prima scelta per la cura dell’anafilassi, è confezionata in dispositivi automatici, gli autoiniettori , che permettono, a chi sviluppi questa grave condizione, di somministrarsela da solo. L’uso dell’adrenalina è quindi indicato solo nel caso di reazioni allergiche gravi, mentre non è giustificato l’impiego dell’autoiniettore nel caso ci sia solo il sospetto di aver assunto una sostanza o un cibo in grado di provocare una reazione allergica, ma senza che sintomi dell’anafilassi si siano presentati. Non è facile stabilire il reale rischio che un soggetto allergico ha di sviluppare un’anafilassi, almeno fino a quando uno di questi episodi non si manifesti. La maggior parte di coloro che reagiscono agli allergeni degli alimenti, ad esempio, manifesta soltanto sintomi lievi o moderati. Avere un primo episodio di anafilassi è considerato, da molti specialisti, come indicativo di un rischio maggiore che tale quadro si ripresenti, ma alcuni dati sembrerebbero contraddire questa considerazione. Infine, gli episodi di anafilassi molto grave non vanno sottovalutati, ma comunque sono molto rari.

Gli autori di un recente articolo, allergologi britannici e australiani, sottolineano che raccomandare l’uso dell’autoiniettore per tutte le reazioni allergiche, di qualsiasi entità, potrebbe comportare il rischio che le persone si somministrino l’adrenalina quando i sintomi sono ancora lievi e gestibili in altro modo, per poi non avere a disposizione questo dispositivo salva-vita quando si presentasse una reazione anafilattica grave. Gli stessi specialisti ipotizzano anche che l’uso eccessivo dell’autoiniettore per tutti i tipi di reazione allergica potrebbe avere un altro effetto negativo, quello di aumentare l’ansia del soggetto allergico e dei suoi familiari portandoli a non usare affatto l’autoiniettore, anche quando sarebbe necessario per un’anafilassi grave. Il rischio di “sprecare” l’autoiniettore per quadri non gravi, per poi non averlo quando serve, è stato uno dei problemi che ha spinto l’EMA a raccomandare la fornitura di una coppia di iniettori, e non di uno solo, alle persone a rischio di anafilassi.

Il contenuto dell’articolo dimostra quanto evoluto sia l’approccio all’anafilassi e ampia la diffusione degli autoniettori in alcuni Paesi, tanto da temerne un uso “eccessivo”. In Italia, nonostante dal 2005 l’AIFA abbia posto le basi per la fornitura gratuita degli autoiniettori a tutti i soggetti a rischio, solo i cittadini di alcune Regioni possono contare su tale servizio. Inoltre, le resistenze di alcuni medici all’utilizzo degli autoiniettori, contribuisce a creare confusione nella mente degli utenti e a limitare l’utilizzo di questi dispositivi. Si può concludere, quindi, che, mentre in Inghilterra e in Australia c’è il problema di evitarne un uso troppo ampio, in Italia ci sia quello di mettere a disposizione di tutti i cittadini, a prescindere dalla Regione di residenza, l’autoiniettore che può salvare loro la vita.

Testi a cura della redazione scientifica Editamed

Fonti: