MENU SEZIONE
MENU SEZIONE

Infiammazioni dell’intestino su base allergica nei bambini e nei neonati

Notizia

PUBBLICATO

Infiammazioni dell’intestino su base allergica nei bambini e nei neonati

Nei bambini, e anche nei neonati, possono verificarsi infiammazioni dell’intestino dovute a reazioni allergiche, provocate da proteine presenti negli alimenti. Uno studio recente ha definito le caratteristiche, le cause e i metodi di gestione di queste forme allergiche, peraltro rare.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER!
Rimani in contatto e sempre aggiornato sulle ultime notizie.

www.fondazioneserono.org/newsletter/

Nei bambini e nei neonati, disturbi comuni, come vomito e diarrea, in qualche caso possono essere dovuti ad allergie alimentari. Uno studio ne ha preso in esame due tipi relativamente frequenti: la Sindrome della enterocolite allergica, in inglese Food Protein Induced Enterocolitis Syndrome – FPIES, e la proctocolite indotta da proteine alimentari, in inglese Food Protein-Induced Allergic Proctocolitis – FPIAP. In entrambi i casi l’allergia determina un’infiammazione a carico dell’intestino: nel caso dell’enterocolite essa è localizzata nell’intestino tenue e nel colon, mentre nella proctocolite sono infiammati colon e retto.

La Sindrome della enterocolite allergica si manifesta più spesso con un vomito molto intenso e ripetuto, che insorge tra 1 e 4 ore dall’ingestione dell’alimento al quale il soggetto è allergico, e, a volte, è accompagnato da diarrea e letargia, ossia sonnolenza con ridotta risposta agli stimoli. La principale causa scatenante di questa Sindrome è l’ingestione di latte di mucca ed è infatti rarissima nei bambini allattati esclusivamente con latte materno. Altri alimenti che possono scatenarla sono le proteine della soia o, anche se meno frequentemente, riso, pesce e uova.

La FPIAP, che si presenta in neonati di età compresa tra 1 e 4 settimane, ha come sintomo principale la presenza di sangue nelle feci, di soggetti per il resto sani. Questo disturbo interessa anche lattanti alimentati al seno. In tale caso, la causa scatenante è l’assunzione di cibi contenenti l’allergene, latte di mucca o proteine della soia, da parte della mamma.

Al contrario di quanto accade per altre forme allergiche, l’infiammazione alla base di FPIES e FPIAP non è basata sulla produzione anomala di anticorpi di tipo IgE  e quindi queste forme allergiche non possono essere diagnosticate con esami di uso comune come il prick test. Questa caratteristica, insieme al fatto che a volte i sintomi non appaiono immediatamente dopo l’assunzione di un determinato alimento, possono rendere difficile identificare tali disturbi come allergie. Certamente i sintomi scompaiono eliminando l’alimento che provoca l’allergia dalla dieta del bambino, nel caso della FPIES, o da quella della madre, nel caso della FPIAP. Negli episodi acuti possono essere di aiuto l’assunzione di farmaci anti-nausea o, nel caso in cui il bimbo risulti molto disidratato, la reidratazione per via endovenosa.

Queste forme di allergia vanno conosciute, ma non devono suscitare particolare allarme e, tantomeno, contribuire alla già eccessiva tendenza ad attribuire a disturbi allergici sintomi e segni di tutt’altra origine. Infatti, uno dei pochissimi studi che ha valutato la frequenza della Sindrome della enterocolite allergica da latte di mucca nella popolazione generale, ha rilevato che essa riguarda solo lo 0,34% della popolazione generale, quindi una percentuale molto bassa. L’altro motivo per non allarmarsi troppo è che, nella maggior parte dei casi, i bambini inizialmente allergici smettono di esserlo entro il secondo anno di vita. Da quel momento in poi, l’alimento eventualmente escluso in precedenza può essere, quindi, gradualmente reinserito nella dieta.

Testi a cura della redazione scientifica Editamed

Fonte: Food protein-induced enterocolitis syndrome and allergic proctocolitis; Allergy and Astma Proceedings, 2015 May-Jun; 36(3): 172–184.

CONTATTA L'ESPERTO

Ricevi le risposte ai tuoi quesiti

Fai una domanda

CONTENUTI CORRELATI