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Indagine europea sulla sicurezza dei vaccini antiallergici

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Indagine europea sulla sicurezza dei vaccini antiallergici

Un ampio gruppo di specialisti in allergie ha partecipato a un’indagine eseguita in alcuni paesi europei per valutare la sicurezza dei vaccini antiallergici nelle forme della malattia che colpiscono l’apparato respiratorio. I risultati hanno confermato la sicurezza di queste cure.

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Un totale di 4316 persone con allergia, di Francia, Germania e Spagna, è stato incluso in un’indagine che ha avuto lo scopo di verificare la comparsa di effetti collaterali sistemici, cioè che coinvolgevano tutto l’organismo. Sono stati rilevati 109 effetti di questo tipo, in 90 soggetti, dei quali qualcuno ha presentato più di un effetto indesiderato, dati che dimostrano una frequenza molto bassa, 109 su 4316 casi, di tali eventi. Fra le manifestazioni di queste reazioni ci sono stati: rinite, dispnea, tosse e orticaria. I sintomi dell’apparato respiratorio si sono presentati per primi e, quasi sempre (75.8%), gli effetti indesiderati sono stati osservati nella fase iniziale di somministrazione dei vaccini antiallergici che prevede un progressivo aumento della dose di allergene somministrata. Nella maggioranza dei casi (71.6%), si è trattato di quadri lievi. In occasione di 17 reazioni indesiderate si è proceduto alla somministrazione di adrenalina, ma ad una successiva valutazione solo il 65% dei quadri è stato giudicato come anafilassi. I fattori che hanno aumentato il rischio di comparsa degli effetti indesiderati sono stati: l’utilizzo di estratti naturali nei vaccini (rischio aumentato di 2.7 volte), l’assenza di una cura concomitante con farmaci per la terapia dei sintomi dell’allergia (rischio aumentato di 1.7 volte), una diagnosi di asma (rischio aumentato di 1.7 volte), sensibilizzazione ad allergeni animali (rischio aumentato di 1.9 volte) e protocolli di somministrazione con dosi ravvicinate (rischio aumentato di 4.18 volte). La presenza, nella storia medica del soggetto, di un precedente episodio di anafilassi ha aumentato di oltre 17 volte la probabilità che lo stesso quadro si presentasse durante la somministrazione del vaccino antiallergico.

Gli autori dell’indagine hanno concluso che l’utilizzo del vaccino antiallergico, nelle persone con quadri di allergia che coinvolgevano l’apparato respiratorio, è sicuro nella pratica clinica. Un’attenta valutazione delle caratteristiche del soggetto può ridurre ulteriormente il rischio di comparsa dei già rari effetti indesiderati.

Tommaso Sacco

Fonte: European Survey on Adverse Systemic Reactions in Allergen Immunotherapy (EASSI): a Real-Life Clinical Assessment; Allergy, 2016 Oct 8.