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I genitori dei bambini con allergie hanno una sensibilizzazione a qualche allergene?

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I genitori dei bambini con allergie hanno una sensibilizzazione a qualche allergene?

Da tempo si valuta la trasmissione delle allergie dai genitori ai figli, meno frequente è la ricerca di sensibilizzazione agli allergeni in madri e padri, apparentemente non allergici, di bambini con allergie. Uno studio eseguito negli Stati Uniti ha valutato questo aspetto.

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Melanie Makhija e colleghi hanno studiato la sensibilizzazione agli allergeni di genitori di bambini che avevano un’allergia confermata agli alimenti. Inoltre, è stato eseguito un confronto fra quanto riferivano i genitori sulle proprie allergie e gli esiti di dosaggi degli anticorpi che confermassero la presenza di tale problema. In totale sono stati valutati 1252 madri e 1225 padri di soggetti pediatrici con allergie agli alimenti, usando questionari specifici per raccogliere informazioni su età, caratteristiche personali e delle abitazioni, storia di atopia e allergia agli alimenti. Sono stati anche eseguiti prick test e dosaggio delle IgE nel sangue nei confronti di 9 alimenti e 5 aeroallergeni.

Nel 66.1% dei genitori è stata rilevata una sensibilizzazione verso alimenti o aeroallergeni, ma solo il 14.5% delle madri e il 12.7% dei padri ha riferito un’allergia agli alimenti e solo il 28.4% dei genitori aveva una sensibilizzazione nei confronti dell’allergene che, nelle risposte del questionario, era stato indicato come causa dell’allergia. I padri avevano una frequenza di sensibilizzazione verso gli alimenti e gli aeroallergeni significativamente (p<0.01) superiore alle madri. In generale, però, le concentrazioni di IgE reattive ad alimenti sono state basse per tutti gli alimenti valutati. Analizzando le caratteristiche dei genitori che si erano dichiarati allergici agli alimenti, si è rilevato che per i padri erano asma, allergia a elementi dell’ambiente ed eczema, e per le madri allergia a elementi dell’ambiente e avere più di un figlio allergico agli alimenti.

Gli autori hanno concluso che nella popolazione valutata, la frequenza di sensibilizzazione a cibi e aeroallergeni è risultata più elevata di quella osservata nella popolazione generale. D’altra parte le informazioni riferite da tali soggetti sulle loro allergie non sono state confermate, o sono state confermate in minima parte, dai valori di concentrazione delle IgE nel sangue degli stessi soggetti. Sono emerse anche differenze, nella sensibilizzazione a cibi e aeroallergeni, legate al sesso.

Infine, un punto emerso chiaramente dai risultati della ricerca è che, quello che le persone pensano e riferiscono riguardo all’essere o meno allergici a qualcosa, molto raramente viene poi confermato eseguendo esami specifici.

Tommaso Sacco

Fonte: Patterns of allergen sensitization and self-reported allergic disease in parents of food allergic children; Annals of Allergy, Asthma & Immunology, 2016: 117; 382-386.