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I falsi miti in Allergologia

Speciale

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I falsi miti in Allergologia

La diffusione delle allergie è certamente in aumento, come lo è quella di altre malattie provocate da alterazioni del sistema immunitario. All’origine di queste alterazioni ci sarebbero vari fattori, alcuni meglio definiti, come quelli ambientali, e altri ancora in studio. Le allergie sono, però, anche uno degli argomenti medici dei quali si parla e si scrive, a volte, senza averne una conoscenza adeguata. Ciò da luogo a malintesi e convinzioni sbagliate, che non sempre sono prive di conseguenze. Ad esempio, è sempre più facile imbattersi in persone che hanno escluso dalla loro alimentazione cibi molto importanti perché pensano di avere un’allergia, che invece non hanno.

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Uno degli obiettivi principali del sito della Fondazione Cesare Serono è stato da sempre quello di informare in modo semplice e chiaro su argomenti medici e scientifici, per aiutare le persone a comprendere meglio le malattie dalle quali sono affette, se lo sono. Ma semmai anche a capire che malate non sono.

Insieme con il Dott. Enzo Madonini, nostro esperto, abbiamo cercato di sfatare 10 falsi miti tipici dell’allergologia.

1) L’allergia alimentare è un problema molto diffuso

FALSO

In Italia una recente ricerca europea ha stimato che solo il 3,5% dell’intera popolazione soffre di allergia alimentare. La maggior parte dei disturbi attribuiti ad allergia alimentare sono in realtà dovuti a cause diverse: malattie di stomaco e intestino, carenze di enzimi, ecc..

2) La comparsa di disturbi a carico di stomaco e intestino, dopo l’assunzione di latte, indica la presenza di un’allergia al latte

FALSO

Questi disturbi sono più spesso dovuti a un problema diverso, chiamato “intolleranza al lattosio”; questa è provocata dalla mancanza di un enzima, chiamato lattasi, che, nei soggetti normali, si trova nell’intestino e che serve alla digestione del lattosio, cioè dello zucchero del latte.

3) I test per le intolleranze alimentari sono utili

FALSO

L’efficacia di questi test non è mai stata confermata da studi clinici eseguiti con metodi rigorosi ed essi causano false convinzioni nei soggetti che ritengono che le intolleranze alimentari siano responsabili di una grande varietà di disturbi. I risultati di questi test comportano spesso pesanti e immotivate diete “di esclusione”, cioè che escludono cibi anche importanti. Eccezioni sono rappresentate dal breath test al lattosio, un esame che analizza il respiro per formulare la diagnosi di intolleranza al lattosio, e dagli esami specifici per il morbo celiaco che è provocato da intolleranza al glutine.

4) Alterazioni della pelle accompagnate da prurito, come la dermatite atopica, sono solitamente dovute a qualche allergia

FALSO

La presenza di dermatite atopica aumenta il rischio di sviluppo di un qualche tipo di allergia, come rinite e/o asma, ma solo in pochi casi si può individuare una relazione fra l’assunzione di un alimento e lo sviluppo di dermatite atopica. Per cui questo, essa andrebbe considerata come una malattia associata ad allergia e non provocata da un’allergia.

5) L’orticaria è sempre una manifestazione legata ad un’allergia

FALSO

Nella gran parte dei casi (60-70%) non si riesce a individuare una causa dell’orticaria, per cui questa viene trattata solo con farmaci che agiscono sui sintomi. Esistono poi alcune malattie (infiammatorie, infettive, del sangue, ecc) che possono presentarsi con orticaria. Quando si individua e si cura la malattia dalla quale deriva, in genere scompare anche l’orticaria.

6) L’allergia respiratoria compare quasi esclusivamente nei primi anni di vita ed è tipica dei bambini e dei giovani

FALSO

Oggi l’allergia con sintomi respiratori colpisce anche in età avanzata e può comparire anche in soggetti allergici che non hanno casi di allergia in famiglia. Non si può quindi più escludere una causa allergica di sintomi e patologie delle vie respiratorie, solo perché essi si manifestano dopo i 50-60 anni di età.

7) Una persona che starnutisce ha sempre un’allergia

FALSO

Gli starnuti sono sintomi di un’infiammazione della mucosa del naso, il tessuto che ne ricopre le cavità interne. Gli starnuti sono sintomi delle riniti allergiche, ma anche del “raffreddore da freddo”. La rinosinusite, un’infiammazione della mucosa del naso e dei seni paranasali, o la poliposi nasale, un’alterazione dell’aspetto interno delle cavità del naso, possono presentarsi anch’esse con sintomi simili a quelli della rinite allergica. Se gli esami per la diagnosi di allergie risultano negativi, è opportuno consultare uno specialista otorinolaringoiatra.

8) L’eliminazione dalla casa e da altri ambienti delle possibili cause di allergie agli acari e al gatto sono sufficienti per prevenire e gestire queste condizioni

FALSO

Le allergie agli acari della polvere e al pelo di gatto sono molto frequenti e provocano sintomi di rinite e asma persistenti. L’eliminazione dalla casa e da altri ambienti delle possibili cause di allergia, la cosiddetta bonifica ambientale eseguita con aspirapolvere, prodotti specifici e altro ancora, non si è dimostrata sufficiente per controllare i sintomi dei soggetti con allergie agli acari. Ugualmente, i prodotti proposti per eliminare gli allergeni del gatto non si sono dimostrati efficaci.

9) Le reazioni avverse ai farmaci sono sempre di tipo allergico

FALSO

La maggior parte delle reazioni avverse, cioè degli effetti indesiderati e a volte dannosi, dei farmaci, sono dovute a meccanismi non allergici, come per esempio: l’impossibilità dell’organismo di smaltire il farmaco o i suoi derivati, il vero e proprio effetto tossico di dosaggi eccessivi (sovradosaggio) o l’impatto negativo che ha l’assunzione contemporanea di più medicine che singolarmente non creano problemi. Le vere reazioni allergiche ai farmaci, sotto forma di orticaria o altre manifestazioni cutanee, gonfiori, difficoltà di respiro, abbassamento della pressione arteriosa del sangue, fino alla perdita della coscienza, sono una netta minoranza nel panorama delle reazioni ai farmaci.

10) Vaccinarsi contro le allergie respiratorie serve a poco

FALSO

Esistono ampie evidenze, raccolte in studi clinici e nella vita reale, che i vaccini anti-allergici sono efficaci nel ridurre i sintomi e contrastare il progressivo peggioramento delle allergie. Inoltre, l’effetto positivo si prolunga per anni dopo la sospensione del trattamento.

Redazione Fondazione Cesare Serono