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Le diete di esclusione

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Le diete di esclusione

Gli additivi degli alimenti e le sostanze chimiche che naturalmente si trovano nei cibi sono stati indicati come potenziale causa di reazioni allergiche nei soggetti sensibili. Da questa considerazione è derivata l’ipotesi che diete che escludano i cibi contenenti determinate sostanze possano evitare prevenire la comparsa di allergie. Un recente articolo sottolinea come tali diete siano spesso inefficaci e quanto sia essenziale affidarsi agli specialisti prima di decidere di escludere dalla propria alimentazione cibi molto importanti, solo perché sospettati di indurre allergie.

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Tra le sostanze che potenzialmente possono scatenare reazioni allergiche o intolleranze vi sono additivi degli alimenti. Si tratta di sostanze usate per migliorare la qualità del cibo, il suo gusto, il suo aspetto, o la sua conservazione e il cui uso è regolamentato da specifiche norme. Alcuni di essi sono presenti in natura, come ad esempio i carotenoidi usati come coloranti, mentre la maggior parte è prodotta dall’uomo.

Skypala e colleghi hanno condotto una revisione della letteratura medica per analizzare i potenziali effetti e il ruolo di una serie di additivi alimentari, sia di origine naturale che sintetici. In particolare, sono stati presi in esame benzoato e solfiti, impiegati come conservanti, e glutammato monosodico, usato per conferire sapore salato. Inoltre, sono state valutate anche sostanze che, come le amine, non sono aggiunte ai cibi ma vi sono contenute o vengono liberate con la digestione dell’alimento. Gli studiosi hanno quindi indagato quali fossero gli effetti delle diete che prevedono l’esclusione o la riduzione, rispetto alla dieta abituale, di cibi contenenti questi additivi. Tali diete, dette “di esclusione” o “di eliminazione”, introdotte negli anni ’70 e ’80, prevedono l’eliminazione dalla propria alimentazione del cibo che si ritiene possa causare allergia.

Gli autori concludono che, sebbene possano esserci alcuni vantaggi, delle rispetto alla comparsa di reazioni allergiche, nel ridurre o eliminare un cibo contenente determinati additivi alimentari, in uno specifico gruppo di individui, per un limitato periodo di tempo, è però necessario anche in questi casi che ciò venga fatto sotto controllo medico e che l'alimento sia poi reintrodotto nella dieta trascorso il periodo di osservazione. Questo perché le diete che prevedono l’esclusione di un certo cibo determinano un potenziale rischio di carenze nutrizionali, e ciò è tanto più vero nei bambini.

Nonostante le scarse prove sulla loro efficacia, le diete di eliminazione continuano a godere di una certa popolarità. È invece bene sottolineare che ogni tipo di intervento dietetico, sia allo scopo di diagnosticare sia di gestire un’allergia alimentare o un’intolleranza alimentare, deve essere adattato alle abitudini alimentari del singolo individuo e deve essere condotto con il supporto medico, in modo da assicurare che le esigenze nutrizionali siano rispettate. L’obiettivo finale, anche per chi ha delle allergie alimentari, è sempre seguire una dieta sana ed equilibrata.

Testi a cura della redazione scientifica Editamed

Fonte: Sensitivity to food additives, vaso-active amines and salicylates: a review of the evidence; Clinical and Translational Allergy, October 13, 2015.

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