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Autoiniettori di adrenalina: l’importanza di una corretta conservazione

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Autoiniettori di adrenalina: l’importanza di una corretta conservazione

Un recente studio ha verificato se gli sbalzi di temperatura a cui possono essere sottoposti gli autoiniettori di adrenalina durante il trasporto o l’immagazzinamento possano mettere a rischio l’efficacia del prodotto.

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L’adrenalina è il farmaco di prima scelta per trattare quadri particolarmente gravi di reazioni allergiche. Si tratta di un farmaco salva-vita, in quanto permette al malato di superare i sintomi più gravi dell’anafilassi, consentendogli poi di raggiungere un Pronto Soccorso per ricevere l’opportuna assistenza medica.

Di solito l’adrenalina è confezionata in dispositivi automatici, gli autoiniettori, che permettono, a chi si trovi a fronteggiare una reazione anafilattica, di somministrarsi da solo il farmaco in modo semplice ed efficace.

Tuttavia, per poter ottenere l’effetto richiesto, l’adrenalina contenuta negli autoiniettori deve mantenere un’adeguata concentrazione. Se, durante il trasporto o la conservazione, gli autoiniettori fossero sottoposti a temperature molto basse o a congelamento e successivo scongelamento, il liquido contenente adrenalina presente nel dispositivo potrebbe perdere le sue caratteristiche originarie e con esse, teoricamente, l’efficacia.

Un gruppo di ricercatori ha verificato se l’esposizione dei dispositivi a basse temperature potesse influire sulla concentrazione di adrenalina nel liquido in essi contenuto, rendendoli quindi meno efficaci.

L’analisi è stata condotta su sei autoiniettori. Il liquido contenente adrenalina presente negli autoiniettori è stato estratto e suddiviso in due gruppi di campioni. Il primo gruppo, di controllo, è stato mantenuto a una temperatura costante di 23°C. Il secondo gruppo è stato invece sottoposto a 7 cicli consecutivi che prevedevano, prima un congelamento e poi uno scongelamento.

I ricercatori hanno poi misurato le concentrazioni di adrenalina nei campioni dei due gruppi, notando che la concentrazione media della molecola attiva nei campioni sottoposti ai cicli di congelamento e scongelamento, benché più alta di quella dei campioni mantenuti a temperatura costante, si è mantenuta comunque in un intervallo di valori utile a sviluppare l’effetto richiesto al farmaco.

Gli autori hanno pertanto concluso che, sebbene sia importante evitare che i dispositivi siano esposti a congelamento e scongelamento nel trasporto o quando sono conservati, tali eventi non compromettono in modo rilevante la concentrazione di adrenalina presente nel liquido contenuto negli autoiniettori e quindi la loro efficacia.

Testi a cura della redazione scientifica Editamed

Fonte: The Impact of Freeze-Thaw Cycles on Epinephrine; Wilderness & Environmental Medicine, 2015 May 19. pii: S1080-6032(15)00147-7.

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