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Arrivano i pollini: dieci consigli per ridurre il rischio di manifestazioni allergiche

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Arrivano i pollini: dieci consigli per ridurre il rischio di manifestazioni allergiche

La primavera è il periodo a maggior rischio di allergie da pollini. A parte la prevenzione con strumenti specifici come i vaccini anti-allergici, ci sono alcune precauzioni che possono, se non evitare riniti, congiuntiviti e asma allergici, almeno ridurre l’intensità dei sintomi.

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Le particelle di polline sono strutture complesse che partecipano ai meccanismi che servono alle piante per riprodursi. Il polline si trova nel fiore e, in particolare, sugli stami posti al suo interno. Tre sono i sistemi principali di diffusione del polline: esclusivamente attraverso gli insetti (per le piante definite entomofile), parzialmente mediante insetti ed esclusivamente attraverso i flussi di aria (piante anemofile).

Fra le manifestazioni più comuni delle allergie ai pollini ci sono riniti, congiuntiviti e asma. I pollini possono peggiorare anche l’andamento delle dermatiti atopiche.

Per la diagnosi sono importanti la descrizione e la storia dei sintomi, in particolare in relazione alle stagioni, e la presenza in famiglia di soggetti con allergie o atopia. Una volta formulata un’ipotesi di diagnosi di allergia al polline, le prove cutanee come il prick test e gli esami di laboratorio, come il RAST , potranno essere utilizzati per individuare l’allergene.

Quelli riportati di seguito sono 10 consigli generali, ai quali bisognerebbe sempre premettere un “se possibile”, nel senso che se una persona con allergia ai pollini vive in campagna, non le si può certo chiedere di trasferirsi in alta montagna per il periodo in cui ci sono i pollini nell’aria. Ma qualche misura preventiva è comunque applicabile da tutti:

1. In primavera andrebbero evitati i prati, i campi coltivati, ma anche i terreni incolti.

2. Nel periodo critico sarebbe meglio non recarsi in campagna, né occasionalmente, né per periodi più lunghi. Se è impossibile evitare di andarci, meglio farlo di sera, che di mattina. Condizioni di tempo con sole, vento e aria secca, amplificano i rischi di indurre reazioni allergiche da pollini in campagna.

3. Un soggetto allergico ai pollini che vada in ferie in primavera, dovrebbe scegliere una località di mare o di alta montagna. Alle medie altitudini (600-1000 metri) le piante liberano riempiono comunque l’aria di pollini, seppure con un ritardo di circa un mese, rispetto al periodo in cui succederebbe se fossero in pianura. Insomma, in primavera meglio un rifugio sulle cime, che un agriturismo.

4. Se si è allergici e non si può evitare di passeggiare in località di campagna, meglio farlo in un bosco, dove nell’aria più difficilmente ci saranno pollini.

5. In auto, tenere i finestrini chiusi e accendere il sistema di aerazione di cui si dispone, dopo essersi accertati che i filtri, di cui dovrebbe essere dotato, siano puliti.

6. Nel periodo critico preferire mezzi pubblici o l’automobile con i finestrini chiusi a bicicletta o motorino. Se non si può evitare di usare questi ultimi, possono essere utili mascherine che coprano bocca e naso, dotate di filtri che fermino i pollini.

7. Nel periodo critico sarebbe meglio svolgere attività fisica al chiuso, in palestre o piscine coperte.

8. La cura del giardino e, in particolare lavori come il taglio dell'erba, sono particolarmente a rischio per chi soffre di allergia ai pollini.

9. Se all’aperto non si è potuto evitare di fare alcune delle cose sconsigliate nei precedenti punti, appena tornati a casa spogliarsi, fare una doccia e lavarsi i capelli o, almeno, lavarsi il viso, e poi vestirsi con indumenti non indossati all’aperto.

10. Anche in casa, se si dispone di dispositivi di condizionamento o climatizzazione dell’aria con filtri puliti, attivare questi ultimi e tenere chiuse le finestre. Inoltre, in casa e altrove evitare il contatto, con il fumo di tabacco, con polveri o con peli di animali domestici che possono peggiorare l’irritazione delle vie aeree, già stimolate dai pollini.

Tommaso Sacco

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