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Anafilassi da attività fisica: cosa se ne sa oggi?

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Anafilassi da attività fisica: cosa se ne sa oggi?

Due specialisti italiani hanno pubblicato una revisione della letteratura dedicata alle forme di anafilassi provocate dall’esercizio fisico. Passati in rassegna tutti gli aspetti ad esse relativi, incluse indicazioni sulla sua prevenzione.

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L’anafilassi indotta dall’attività fisica si definisce come comparsa di un quadro caratterizzato da tutti i sintomi dell’anafilassi, dopo una sessione di esercizio fisico. In circa un 30% dei casi si possono individuare fattori che favoriscono la comparsa dell’episodio di anafilassi come: assunzione di farmaci, temperature alte o basse e introduzione di cibo. I tipi di alimenti potenzialmente coinvolti in tali meccanismi sono diversi, dalla carne al pesce, dalle nocciole ad alcune verdure. Tra le forme di anafilassi causate, in maniera combinata, da esercizio e cibo, quella meglio studiata è indotta dall’assunzione di una componente del grano denominata ω5-gliadina. Nei soggetti che presentano questo tipo di predisposizione, lo svolgimento di un’attività fisica, seguito dall’assunzione di alimenti contenenti derivati del grano può indurre la comparsa di un episodio di anafilassi. Sono state formulate varie ipotesi riguardo ai meccanismi alla base di questi quadri. Secondo alcuni esperti, la mucosa dell’intestino diventerebbe più permeabile alle componenti del cibo, permettendone il passaggio in quantità eccessiva negli strati più profondi della parete intestinale. Ciò determinerebbe una stimolazione intensa del sistema immunitario e il tutto sarebbe ulteriormente amplificato dalle modificazioni che l’attività fisica induce nell’organismo. Né questa, né altre ipotesi relative ai meccanismi all’origine dell’anafilassi da esercizio e cibo, sono state confermate.

E’ molto difficile formulare una diagnosi, sia nei casi di anafilassi provocata solo dall’esercizio che in quelli nei quali è indotta da esercizio e cibo. Come sempre nei casi dei quadri allergici, è fondamentale la raccolta di una storia accurata degli episodi di anafilassi, eventualmente con l’aiuto di appositi diari. Nel caso delle forme provocate da esercizio e da alimenti, un ulteriore problema può essere quello dell’individuazione dell’alimento responsabile. Secondo Valerio Pravettoni e Cristoforo Incorvaia può essere necessario ricorrere a challenge test che riproducano le condizioni all’origine dell’anafilassi, per avere una conferma definitiva della sua causa. Per quanto riguarda la prevenzione, si può solo evitare l’esercizio o la combinazione di esercizio e cibo che provocano l’anafilassi, ovviamente dopo aver avuto conferma della o delle cause. Una misura di sicurezza obbligata consiste, per le persone che hanno questo problema, nell’avere sempre a disposizione un autoiniettore di adrenalina.

Tommaso Sacco

Fonte: Diagnosis of exercise-induced anaphylaxis: current insights; Journal of Asthma and Allergy 2016:9 191–198.