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Ambienti chiusi, muffe e allergie respiratorie

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Ambienti chiusi, muffe e allergie respiratorie

Sembra sempre più evidente il collegamento tra l’esposizione a muffe, presenti negli ambienti chiusi, e lo sviluppo di allergie delle vie respiratorie.

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Le allergie alle muffe, un tipo di fungo formato da più cellule, sono relativamente frequenti. È stato infatti stimato che una percentuale variabile fra il 6 e il 10% della popolazione generale abbia un sistema immunitario sensibilizzato da allergeni correlati alle muffe.

Le muffe si ritrovano comunemente in ambienti chiusi – casa, ufficio, ma anche locali pubblici – specialmente se umidi; possono svilupparsi sui tappeti e sui tessuti o sulle tappezzerie, sui muri nei filtri dei condizionatori d’aria. Molte evidenze scientifiche hanno messo in luce l’associazione esistente tra la presenza di funghi e lo sviluppo o il peggioramento di malattie allergiche respiratorio delle vie respiratorie. In particolare, le reazioni allergiche più spesso provocate dalle muffe sono asma, riniti e congiuntiviti.

Studiare in modo approfondito questa particolare forma di allergia non è sempre semplice, in quanto non è facile mettere in relazione l’esposizione alla muffa potenzialmente allergenica e l’effettiva insorgenza dell’allergia. Di recente, tuttavia, è stato possibile fare alcuni passi in avanti nella comprensione di tale nesso grazie a strumenti tecnologici sempre più precisi, che consentono valutazioni più mirate.

Grazie a queste innovazioni nell’ambito della ricerca, e quindi a una migliore comprensione dei meccanismi coinvolti nelle allergie respiratorie dovute alle muffe, sarà possibile sviluppare soluzioni specifiche, in particolare nell’ambito della prevenzione.

Testi a cura della redazione scientifica Editamed

Fonte: Indoor Fungal Exposure and Allergic Respiratory Disease; Current Allergy and Asthma Reports, 2015;15(12):71.

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