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Gli allergologi riconoscono gli insetti che con le loro punture provocano allergie, ma dovrebbero informare i loro assistiti sull’argomento

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Gli allergologi riconoscono gli insetti che con le loro punture provocano allergie, ma dovrebbero informare i loro assistiti sull’argomento

Una recente indagine ha valutato la capacità dei medici specialisti in malattie allergiche, gli allergologi, di identificare gli insetti che possono provocare, con le loro punture, reazioni allergiche, come api, vespe e calabroni. Una conoscenza ancora più accurata da parte di questi specialisti e la condivisione di queste informazioni con gli assistiti potrebbe facilitare e accelerare la diagnosi delle allergie da punture di insetto.

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Comunemente, la maggior parte delle persone non riesce a individuare il tipo di insetto che, con la sua puntura, può provocare reazioni allergiche, con l’eccezione forse dell’ape. Fino ad ora, però, non era mai stata eseguita un’indagine per valutare la capacità degli specialisti in allergologia di identificare tali insetti. Questo aspetto è tutt’altro che secondario perché, sapendo qual è l’insetto che induce l’allergia, la diagnosi è più rapida e possono essere proposte strategie per prevenire ed evitare tali situazioni. Per verificare questo aspetto, Baker e colleghi hanno mostrato agli allergologi che partecipavano a un congresso tenutosi negli Stati Uniti le immagini dei principali insetti che possono provocare reazioni allergiche e una scatola contenente esemplari delle stesse specie opportunamente conservati, per valutare la loro abilità nel riconoscerli. Le stesse immagini e gli stessi campioni conservati sono stati mostrati anche a persone comuni, quindi non esperte di insetti e allergie. I risultati hanno confermato che gli allergologi individuano in modo più preciso gli insetti, rispetto ai “non addetti ai lavori”. Infatti, questi ultimi, nelle prove eseguite, hanno ottenuto un punteggio di 5,4 su 10, rispetto al 6,1 degli allergologi. Questa differenza è risultata significativa da un punto di vista statistico, ma non così ampia. Che ci siano margini di miglioramento in questo campo è confermato dal fatto che la maggior degli specialisti, quasi il 79%, per confermare un’allergia al veleno di imenotteri, non prescrive prove mirate verso un tipo particolare di tali insetti, ma esegue esami, di solito prick test o patch test, allargati a tutte le possibili specie.

Per le persone allergiche alle punture di insetti, non sapere riconoscere quello che induce la reazione può comportare un ritardo nella definizione del problema e l’esecuzione di esami in più. Gli autori dell’indagine suggeriscono che gli specialisti si impegnino nello spiegare ai soggetti allergici come individuare la specie di insetto all’origine del loro problema.

Testi a cura della redazione scientifica Editamed

Fonte: Stinging insect identification: Are the allergy specialists any better than their patients?; Annals of Allergy, Asthma & Immunology 2016; 116(5):431-4.

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