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Allergie professionali

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Allergie professionali

Se l’allergia è stata causata dal proprio ambiente di lavoro, il lavoratore che diritti ha? Con questo articolo cerchiamo di fornire delle risposte.

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L’allergia è chiamata professionale quando si sviluppa a causa dell’ambiente di lavoro.

Sono molte le attività lavorative che potrebbero causare un’allergia professionale, ed i settori più a rischio sono panettieri e pasticceri, gli addetti alle pulizie, i laboratoristi, i carrozzieri, i lavoratori del legno, i parrucchieri, i lavoratori sanitari. Le più diffuse sono rinite, asma e dermatite da contatto.

Se l’allergia è stata sviluppata sul posto di lavoro potrebbe essere riconosciuta come malattia professionale dall’Inail. Bisogna però considerare che le malattie professionali si dividono in malattie tabellate e non tabellate. Per quanto riguarda le prime, il lavoratore non ha bisogno di dimostrare la malattia. Le malattie sono elencate in una tabella e secondo l’Inail “una volta che egli abbia provato l’adibizione a lavorazione tabellata (o comunque l’esposizione a un rischio ambientale provocato da quella lavorazione) e l’esistenza della malattia anch’essa tabellata e abbia effettuato la denuncia nel termine massimo di indennizzabilità, si presume per legge che quella malattia sia di origine professionale”. Dunque per l’asma o rinite professionale, presenti in tabella, il lavoratore deve solo provare che ha la malattia e che questa sia causata dal proprio lavoro.

Nel caso di malattia che non rientra nelle tabelle, perché essa sia riconosciuta come malattia professionale dall’Inail, il lavoratore deve dimostrare l’esistenza della malattia ed il rapporto che ha con il proprio lavoro o l’ambiente di lavoro, produrre un certificato medico che attesti la presunta origine professionale della malattia ed essere avallato dalla denuncia del datore di lavoro nel caso la malattia si sia manifestata per via del lavoro svolto.

Se l’Inail riconosce la malattia professionale può riconoscere le seguenti prestazioni, a seconda della gravità.

  • indennità giornaliera per l’inabilità temporanea assoluta;
  • rendita diretta per inabilità permanente ( corrisposta se il grado di inabilità e compreso tra l’11% ed il 100%);
  • rendita di passaggio per silicosi o asbestosi
  • assegno di incollocabilità
  • speciale assegno continuativo mensile
  • assegno per assistenza personale continuativa
  • rimborso spese l’acquisto di farmaci
  • rimborso spese viaggio e soggiorno cure idrofangotermali e soggiorni climatici
  • prime cure ambulatoriali

Allergia: assenza per malattia

Se il lavoratore non riesce a svolgere al meglio il proprio lavoro per via dell’allergia, anche in caso che non si tratti di malattia professionale, può comunque assentarsi per malattia previa certificazione del proprio medico curante. Se deve sottoporsi a visite mediche, a terapie ambulatoriali o in regime di day hospital, l’assenza beneficia dello stesso trattamento delle assenze per malattia.

In caso di cicli di cure ricorrenti, in altre parole terapie in ambulatorio che devono essere ripetute periodicamente, l’assenza può essere assimilata alla malattia. Per altri tipi di visite mediche il lavoratore può utilizzare i permessi retribuiti.

Simon Basten

Fonti: Inail, Allergopharma, La Legge Per Tutti