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Come agisce l’immunoterapia nelle allergie

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Come agisce l’immunoterapia nelle allergie

L’immunoterapia è un approccio efficace per il trattamento della rinite allergica, che interviene direttamente sui meccanismi che provocano le manifestazioni dell’allergia. Lo conferma un recente studio in cui i ricercatori hanno analizzato il meccanismo molecolare alla base di questo tipo di terapia.

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Nello studio di Sahin e colleghi si è valutato come l’immunoterapia modula l’attività di una particolare popolazione di linfociti, i linfociti T regolatori (T-reg), deputati al controllo dell’intensità della reazione rivolta verso un particolare allergene.

Più in dettaglio, l’immunoterapia induce una maggior produzione, da parte di T-reg specifici, di una citochina, denominata interleuchina 10. Questa, a sua volta, inibisce la risposta allergica sostenuta da linfociti T helper denominati Th2. In questo modo, è possibile prevenire una reazione allergica a specifici allergeni.

Esistono due tipi di immunoterapia specifica: quella sottocutanea, ossia tramite iniezione sotto la pelle, e quella sublinguale, ossia quella che comporta la somministrazione del prodotto sotto la lingua.

L’immunoterapia specifica sottocutanea viene preferita per controllare i sintomi delle forme stagionali di rinite allergica. Gli allergeni vengono iniettati dal medico a dose crescente, fino a raggiungere la dose massima, con una frequenza che è settimanale nella fase iniziale della cura che dura da 6 a 8 settimane, detta anche fase di induzione. Successivamente, viene assunto un mantenimento una volta al mese, per almeno 3 anni.

L’immunoterapia specifica sublinguale viene assunta dal soggetto allergico, mettendo, sull’area della mucosa posta sotto la lingua, alcune gocce di un preparato contenente l’allergene specifico. Tali gocce sarebbero da mantenere in quell’area per 1-2 minuti, prima di poter essere ingoiate.  La terapia deve essere assunta regolarmente per almeno 3 anni. Una volta sulla mucosa, gli allergeni la attraversano, in 15-30 minuti, ed entrano in contatto con alcune cellule, chiamate dendritiche, che dividono la molecola complessa dell’allergene in singole proteine. Le cellule dendritiche inducono tolleranza, cioè fanno in modo che il sistema immunitario reagisca meno, o non reagisca affatto, al contatto con l’allergene che esse hanno scomposto e “analizzato”. Di conseguenza, non sono attivati i granulociti basofili e i mastociti che sosterrebbero la reazione allergica.

L’immunoterapia specifica è un approccio sicuro, tanto è vero che può essere usato nei bambini a partire dai 5 anni di età, ma, in ricerche specifiche,  la sua sicurezza è stata confermata anche in bambini più piccoli, di 3 anni di età.

Testi a cura della redazione scientifica Editamed

Fonte: Mechanism of action of allergen immunotherapy; American Journal of Rhinology & Allergy; 2016 Sep; 30 suppl. 1(5):1-3.