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Gli adolescenti sono ad alto rischio di anafilassi: quanto ne sono coscienti?

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Gli adolescenti sono ad alto rischio di anafilassi: quanto ne sono coscienti?

Un gruppo internazionale di ricercatori ha valutato il grado di consapevolezza degli adolescenti riguardo al rischio di sviluppare anafilassi o altre gravi manifestazioni delle allergie agli alimenti. Ne è emerso che essi tendono a considerare sicure situazioni che sono a rischio elevato.

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Gli adolescenti hanno un livello di rischio fra i più elevati per lo sviluppo di quadri acuti provocati da allergia agli alimenti, che possono mettere a rischio la vita. Stensgaard e colleghi, partendo da questa evidenza, hanno valutato come un gruppo di adolescenti percepiva il rischio di presentare uno di questi quadri in varie situazioni di vita quotidiana. Si trattava di soggetti con allergia alle arachidi e, insieme a loro, sono stati presi in considerazione anche i loro familiari e gli amici. Settanta adolescenti allergici, 103 genitori, 31 fratelli di età compresa fra 12 e 26 anni e 42 amici di età compresa fra 12 e 24 anni hanno compilato un questionario in rete denominato “Colori del Rischio”. Tale strumento ha permesso, a chi lo compilava, di esprimere la percezione del livello di rischio scegliendo un colore: verde per “sono tranquillo”, giallo per “sono incerto” e rosso per “penso che tutto sia a rischio”. Le domande si riferivano a varie situazioni di vita riguardanti casa, scuola, lavoro, attività sociali, feste e occasioni particolari e vacanze. Per ciascuna situazione erano previsti 12 quesiti. In generale, c’è stato un alto livello di convergenza delle risposte fornite di diversi tipi di partecipante nel definire le situazioni come sicure, incerte o rischiose. In particolare i soggetti allergici di sesso femminile e le madri hanno giudicato come sicure un minor numero di condizioni, rispetto agli allergici maschi e ai padri. Stare in compagnia di amici e familiari e partecipare a feste dove non si consumasse alcool sono state giudicate situazioni a basso rischio. Inoltre, mentre il 94% degli allergici ha dichiarato di prendere con sé l’auto-iniettore nelle situazioni a rischio, solo il 65% lo faceva in quelle considerate sicure. Differentemente dai familiari, il 31% degli amici non sapeva che il soggetto allergico avesse un auto-iniettore e ancora meno numerosi erano quelli che sapevano come usarlo.

Gli autori hanno concluso che gli adolescenti con allergie alle arachidi si trovano ad affrontare situazioni di grande rischio quando passano dal sicuro ambiente familiare, dove possono ricevere assistenza in caso di bisogno, a contesti imprevedibili e dove non hanno riferimenti. Inoltre, situazioni che considerano sicure possono diventare le più pericolose perché gli adolescenti allergici non portano con sé gli auto-iniettori.

Tommaso Sacco

Fonte: Green, Yellow, and Red risk perception in everyday life - a communication tool; Allergy, 2017 Jul;72(7):1114-1122.