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La definizione di antigene è cambiata nel tempo mano a mano che si approfondivano le conoscenze sul funzionamento del sistema immunitario. Un virus o una sua parte o una porzione di batterio sono antigeni, ma non è possibile limitare a queste strutture il ruolo di antigene. Estendendo la definizione di antigene anche a tutte le molecole che dall’ambiente possono venire in contatto con l’organismo umano, non si prenderebbero comunque in considerazione tutte le sostanze che svolgono quel ruolo. Infatti, antigene può essere anche una molecola prodotta dall’organismo stesso.

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Per generalizzare ancora di più il termine, di recente era stato definito antigene qualsiasi agente che poteva essere identificato e legato da un anticorpo (o immunoglobulina, vedi scheda dedicata), ma anche questa definizione non era corretta, in base alle conoscenze acquisite sui meccanismi del sistema immunitario. Si è arrivati quindi alla definizione oggi ritenuta più corretta: antigene è un agente o una molecola che può essere identificato e legato dalle immunoglobuline o da recettori specifici dei quali sono dotati linfociti T e B (vedi schede dedicate).

Sulla base del tipo di interazione che l’antigene stabilisce con il sistema immunitario, esso può essere denominato: immunogeno, aptene o tollerogeno. Immunogeno è un antigene che stimola una risposta immunitaria e ne diventa anche l’obiettivo. Aptene è una molecola a basso peso molecolare che non è in grado da sola di indurre una risposta immunitaria, ma può essere correlata ad un’altra molecola antigene che ha effetto immunogeno, nel qual caso diventa l’obiettivo della risposta immunitaria da quello provocata. Tollerogeno è una molecola che, attraverso un contatto con il sistema immunitario, evita che lo stesso sviluppi successivamente risposte nei confronti della molecola.

Da un punto di vista chimico gli antigeni sono di solito proteine o carboidrati (zuccheri) e svolgono i ruoli sopra definiti, immunogeno, aptene e tollerogeno, in maniera del tutto soggettiva da individuo ad individuo. Infatti, sulla base del corredo di geni che ciascuno ha, una molecola può comportarsi da immunogeno in un individuo e da aptene in un altro. Tornando alla definizione di antigene inteso come molecola alla quale si legano i recettori dei linfociti o le immunoglobuline, è bene aggiungere che, alle volte, un singolo antigene può essere talmente complesso da avere diverse parti alle quali quelle molecole del sistema immunitario si possono attaccare. Ciascuna di queste parti si chiama epitopo.

Infine, per completare l’elenco delle sostanze in qualche modo correlate agli antigeni, vanno considerati gli adiuvanti, che sono materiali o sostanze che, venendo a contatto con l’organismo insieme ad un antigene immunogeno, amplificano la risposta che esso provoca.

Vedere anche in Il sistema immunitario i suoi obiettivi