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Prevenzione e terapia

Un approccio di prevenzione molto efficace, ma a volte solo teorico, consiste nell’evitare il contatto con l’allergene che provoca la rinite. Tenere le finestre di casa e i finestrini dell’automobile chiusi quando ci sono i pollini nell’aria, affidando la “purificazione” della stessa ai filtri dei condizionatori, può ridurre l’infiammazione in chi è allergico a queste molecole, ma evitarne del tutto l’inalazione può essere molto difficile. Qualche risultato in più si può ottenere con l’allergia agli acari domestici (la cosiddetta “allergia alla polvere di casa”), in quanto alcune misure di pulizia dell’ambiente di casa si sono rivelate efficaci nel ridurre i sintomi. Molto difficile invece è l’eliminazione dall’ambiente domestico (bonifica ambientale) in caso di allergia ad un animale domestico, in particolare al gatto. Poiché la sostanza che provoca l’allergia è presente nella saliva del gatto, le tracce dell’animale in un’abitazione sono molto radicate e difficili da cancellare: è stato calcolato che, per ottenere questo risultato, occorrerebbero 6 mesi di pulizie intensive!

Un’altra soluzione per affrontare la rinite allergica consiste nell’immunoterapia specifica. Questo approccio può risultare molto efficace e risolutivo per le riniti allergiche provocate da pollini e acari della polvere e gli esperti raccomandano di applicarlo precocemente, appena formulata la diagnosi, in quanto, controllando la rinite allergica fin dalla sua comparsa, sembra si possa limitare o evitare l’estensione dell’infiammazione ad altri tratti delle vie aeree. Per i dettagli riguardanti questa terapia si rimanda alla scheda dedicata.

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I farmaci impiegati nella rinite allergica trattano i sintomi ma non la malattia, nel senso che possono ridurre o far scomparire le manifestazioni che la caratterizzano, ma alla sospensione delle cure i sintomi possono ripresentarsi, subito o in momenti successivi, a seconda dell’andamento che hanno nel singolo individuo. I tipi di molecole più frequentemente impiegati sono gli antistaminici, i corticosteroidi somministrati nel naso (intranasali) e una categoria di farmaci denominata antagonisti dei recettori dei leucotrieni, o più comunemente anti-leucotrieni. Gli antistaminici riducono o annullano gli effetti dell’istamina sull’infiammazione e sui tessuti e i corticosteroidi, comunemente detti cortisonici, hanno un’azione anti-infiammatoria a vari livelli. L’effetto degli antagonisti dei recettori dei leucotrieni è quello di controllare l’azione di queste molecole nell’ambito dei meccanismi dell’infiammazione. Un altro vantaggio degli anti-leucotrieni consiste nella loro discreta efficacia anche sui sintomi di asma, che, come detto, si associano frequentemente a quelli della rinite allergica. Infine i cortisonici, oltre che localmente nel naso, possono essere somministrati anche per bocca nei casi più gravi di rinite, che non si riescono a risolvere con antistaminici orali e cortisonici intra-nasali. Tutti questi farmaci possono determinare effetti indesiderati di varia entità e quindi il loro uso deve tenere conto dei rischi che comporta la loro somministrazione, specie se prolungata. Come alternativa ai corticosteroidi intranasali, ma rispetto ad essi meno efficaci, ci sono anche i prodotti a base di sodio cromoglicato. Fra le molecole che hanno mostrato efficacia sulla rinite allergica c’è l’omalizumab, un anticorpo “farmacologico” che blocca le immunoglobuline IgE, ma in Italia questo farmaco è indicato solo nei casi più gravi di asma.

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