MENU SEZIONE

Terapia e prevenzione

Per prevenire l’asma bisognerebbe evitare il contatto con l’allergene responsabile della reazione del sistema immunitario. Ad esempio, nel caso in cui sia un polline a stimolare l’allergia, si possono tenere chiusi le finestre di casa e i finestrini dell’automobile affidando la filtrazione dell’aria a filtri come quelli in grado di eliminare anche particelle di dimensioni molto piccole, ma al primo contatto con aria non filtrata l’asma si potrà ripresentare. Inoltre, strategie per evitare il contatto completo con gli allergeni raramente ottengono un’adesione adeguata da parte dei malati.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER!
Rimani in contatto e sempre aggiornato sulle ultime notizie.

www.fondazioneserono.org/newsletter/

Un’altra forma di prevenzione e terapia dell’asma consiste nell’utilizzo dell’immunoterapia specifica con i cosiddetti vaccini antiallergici. Rispetto a quello in altre forme di allergia, nell’asma l’utilizzo dei vaccini va valutato con maggiore attenzione per evitare che, in caso di asma non controllato, l’immunoterapia specifica possa indurre una crisi asmatica. In realtà, gli unici casi a rischio di queste reazioni sono, in effetti, quelli nei quali l’asma non è adeguatamente curato e sotto controllo, ma è bene che l’uso dell’immunoterapia specifica nell’asma sia valutato accuratamente dal medico caso per caso.

I farmaci somministrati nell’asma si possono distinguere in due gruppi: i sintomatici, cioè terapie attive solo nel ridurre i sintomi, da assumere quando questi sono presenti, e i farmaci “di controllo”, trattamenti utilizzati a lungo termine per controllare i meccanismi della malattia. Fra i primi ci sono i cosiddetti beta 2 agonisti, vale a dire molecole che, modulando il funzionamento del sistema nervoso, riducono broncospasmo e altre alterazioni. Fra i secondi, i più importanti sono i corticosteroidi, comunemente detti cortisonici, assunti per via inalatoria. Essi svolgono un ruolo centrale nel trattamento dell’asma, sia nella cura che nella prevenzione degli episodi acuti. D’altra parte, essi pongono anche tutta una serie di problemi, dei quali il principale è l’assunzione inadeguata da parte dei malati. I cortisonici espongono anche al rischio di comparsa di effetti indesiderati di vario tipo, dallo sviluppo di infezioni provocate da funghi, ad alterazioni del metabolismo degli zuccheri o degli equilibri della produzione di ormoni e altri ancora. Questi effetti indesiderati tendono a comparire, però, soprattutto se i cortisonici sono assunti a dosi elevate, per lunghi periodi di tempo, da parte di soggetti a rischio e in formulazioni diverse da quelle inalatorie (ad esempio per bocca, vedi di seguito). Seppure meno efficaci, gli antagonisti dei recettori dei leucotrieni sono una possibile alternativa ai i corticosteroidi inalatori. Per controllare al meglio l’asma riducendo al minimo il rischio di effetti indesiderati, si ricorre spesso ad associazioni fra tipi diversi di farmaco. Gli episodi più gravi possono richiedere approcci più “aggressivi”, come ad esempio la somministrazione di corticosteroidi per bocca, dei quali si cerca di ridurre al minimo l’impiego perché comportano un rischio elevato di effetti collaterali, come già detto. Più di recente, nel trattamento dell’asma è stata proposta una molecola denominata omalizumab. Essa appartiene alla categoria dei prodotti definiti anticorpi monoclonali, vale a dire composti, simili agli anticorpi prodotti dall’organismo, ma creati appositamente per legarsi a molecole che hanno un ruolo determinante nello sviluppo delle malattie. In questo caso, l’anticorpo monoclonale è diretto contro le IgE che alimentano la reazione allergica. In Italia il farmaco è indicato nei quadri di asma particolarmente gravi, caratterizzati da sintomi penalizzanti la vita dell’individuo.

In conclusione, la gestione dell’asma è complessa e richiede molta attenzione da parte del medico. Se ci sono le condizioni per applicare uno dei due approcci preventivi, evitando il contatto con gli allergeni o riducendo la sensibilità del il sistema immunitario nei loro confronti con i vaccini, si eviterà al soggetto asmatico l’assunzione cronica o protratta di farmaci che possono avere effetti collaterali anche importanti. Se non è applicabile una prevenzione, il medico personalizzerà la terapia associando o alternando i trattamenti in base all’andamento della malattia, con l’obiettivo di ottenere il migliore controllo possibile con la cura meno aggressiva.

Vedere anche in Asma: