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Terapia e prevenzione

In presenza di anafilassi la priorità è risolvere l’episodio acuto con l’adrenalina, che va somministrata per via intramuscolare, ove l’assorbimento è più rapido. La dose può variare da un minimo di 0.01 mg per kg di peso corporeo fino ad un massimo di 0.5 mg per kg di peso corporeo. Ad una prima somministrazione ne possono seguire altre a distanza di almeno 5 minuti, fino alla risoluzione del quadro. Poiché la rapidità di intervento è fondamentale per il buon esito, e spesso lo shock anafilattico  avviene lontano da centri di pronto Soccorso, esistono in commercio dei dispositivi portatili (“auto-iniettori”), grandi circa come un pennarello,  che consentono al soggetto o a chi lo accompagna di somministrare automaticamente una prima dose prefissata di adrenalina, in caso di urgenza anche attraverso gli abiti, generalmente nel muscolo della coscia (vedi immagine).

 IMMAGINI ADRENALINA

 

Una volta somministrata la prima dose di adrenalina, il paziente dovrà essere comunque portato in Pronto Soccorso nel più breve tempo possibile, sia per continuare il controllo e l’eventuale trattamento con opportuni strumenti, sia perché, se il quadro non si risolvesse, potrebbe essere necessario somministrare l’adrenalina per via endovenosa e questo va fatto in ambito ospedaliero. Comunque, fino alla risoluzione del quadro, la persona che presenta l’anafilassi andrebbe tenuta in posizione distesa sulla schiena (supina), con le gambe sollevate, come si usa nei comuni casi di shock. E’ fondamentale che il soggetto allergico, e chi gli è vicino, conoscano le procedure da applicare in caso compaia l’anafilassi e le seguano con attenzione, oltre ad avere sempre a disposizione gli auto-iniettori di adrenalina.

Ai soggetti colpiti da anafilassi, che accedono a strutture ospedaliere vengono somministrati anche altri trattamenti per compensare le diverse alterazioni che il quadro può comportare: dalla reintegrazione dei fluidi dell’organismo alla somministrazione di ossigeno, di farmaci che bloccano l’effetto dell’istamina (antistaminici), cortisonici, glucagone o di altri farmaci, che comunque non sostituiscono in alcun modo l’adrenalina come terapia di prima linea.

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Le allergie classiche (da pollini, da acari, ecc) non danno solitamente quadri di shock anafilattico, quindi l’immunoterapia specifica che si usa in questi casi non trova posto nella prevenzione di questo quadro estremo. Questo trattamento si rivela invece fondamentale nel caso delle allergie al veleno di insetti (imenotteri), che possono avere esiti fatali in una discreta percentuale di casi. I vaccini per le allergie agli insetti hanno dimostrato di dare ai pazienti un alto grado di protezione contro queste punture, ed è stato osservato che questa protezione persiste per lungo tempo anche dopo la sospensione del trattamento. Tutte le Linee Guida raccomandano ai soggetti con reazioni allergiche alle punture di insetti di rivolgersi un Centro specializzato, per sottoporsi ai test per individuare il tipo esatto di veleno a cui sono allergici ed sottoporsi all’immunoterapia specifica.

Vedere anche in Anafilassi

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