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L’anafilassi è definita come una reazione allergica grave a rapida comparsa e che, se non trattata in modo adeguato, può mettere a rischio la vita. Da indagini svolte in Europa è risultato che ogni anno il numero di casi di anafilassi varia, da una casistica all’altra, fra 1.5 e 7.9 su 100.000 soggetti. La frequenza nella popolazione generale è intorno allo 0.3% e i casi fatali sono molto rari: circa 0.001%.

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L’anafilassi compare quasi sempre come espressione di una reazione allergica, quindi l’allergia ne è la causa, ma sono stati individuati fattori che ne aumentano il rischio di comparsa e di evoluzione verso forme più gravi. Ad esempio, la concomitante presenza di asma può peggiorare il quadro respiratorio e le malattie a carico di cuore e vasi sanguigni riducono la capacità di compensare le alterazioni indotte dall’anafilassi. Inoltre, i beta-bloccanti, assunti spesso per controllare la pressione arteriosa, possono interferire con la risposta alle cure dell’anafilassi. Altri fattori che favoriscono la comparsa di questo quadro sono: la presenza di infezioni, lo stress psicologico, il ciclo mestruale e consumo di alcool. realtà Quello che non è ancora chiaro è il motivo per cui, a parità di reazione allergica, in alcuni individui questa reazione si amplifichi ed evolva in modo “esplosivo” fino alla reazione anafilattica.