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Orticaria e angioedema

La manifestazione più comune dell’orticaria consiste nella comparsa di aree arrossate (eritema) e rilevate, rispetto alla pelle circostante, a livello della quali si avverte un intenso prurito. Le lesioni si presentano rilevate per la formazione di versamenti di liquido (edema) nello spessore del tessuto cutaneo. Il nome orticaria deriva dalla somiglianza fra queste lesioni e quelle provocate alla pelle dal contatto con l’ortica. E’ caratteristico dell’orticaria che, grattando l’area interessata, peggiorino i sintomi e che, premendo sulla zona arrossata, essa tende a sbiancarsi. Facendo riferimento a queste evidenze si riesce a individuare gran parte delle manifestazioni dell’orticaria anche se, in alcuni casi, si possono presentare segni e sintomi diversi da quelli classici. Da notare che l’orticaria può essere uno delle prime alterazioni a comparire nell’ambito di un quadro di anafilassi. Per orticaria acuta s’intende una forma di durata inferiore alle sei settimane, mentre quella cronica dura più di sei settimane.

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L’angioedema è un’alterazione che colpisce strati più profondi della pelle e, per questo motivo, meno spesso si associa a prurito, ma piuttosto a sensazioni di bruciore e formicolio. L’angioedema si può presentare da solo, ma nel 40% dei casi si associa ad orticaria e mentre quest’ultima può colpire teoricamente qualsiasi area della pelle, l’angioedema tende a manifestarsi in zone vicine alle mucose, come quelle intorno alla bocca e agli occhi, o nelle mucose stesse.

E’ difficile definire l’epidemiologia dell’orticaria acuta, proprio perché è una condizione banale e molto frequente. Secondo i dati presenti in letteratura, almeno un episodio di orticaria acuta si presenta nel 20% della popolazione generale e, mentre l’orticaria acuta è più frequente nei giovani, la popolazione più spesso colpita da quella cronica è costituita da donne di mezza età. Fra i fattori che si associano a durate prolungate dell’orticaria, oltre alla gravità dei sintomi, c’è l’associazione con l’angioedema.

Pur se relativamente banale, nella maggior parte dei casi, l’identificazione dei meccanismi di sviluppo delle diverse forme di orticaria non è semplice. In generale le stesse caratteristiche dei sintomi prevalenti, arrossamento, edema e prurito, suggeriscono un ruolo determinante della liberazione di istamina nelle aree interessate dalle lesioni. A produrre istamina sono sia i mastociti localizzati nei tessuti, che i granulociti basofili che circolano nel sangue. A monte della liberazione di istamina da parte di queste cellule, sono state proposte diverse ipotesi di meccanismo, che vanno dall’ipersensibilità immediata indotta dagli anticorpi IgE, all’attivazione della cascata del complemento, all’attivazione di molecole presenti nel sangue chiamate kinine.

Orticaria su base immunologica: le forme di orticaria dovute a reazioni immunitarie si associano all’assunzione di cibi  o di farmaci, alle punture di insetti, alle reazioni conseguenti a trasfusioni di sangue e ad altre cause più rare.

Orticaria su base non immunologica: esistono forme di orticaria definite “fisiche” in quanto provocate da un contatto e da una pressione esercitati sulla pelle. Di questa tipologia di orticaria fa parte il cosiddetto dermografismo, che consiste in lesioni distribuite lungo linee che seguono il percorso di un contatto. In alcuni casi, la comparsa delle alterazioni cutanee segue di qualche tempo (4-6 ore) il contatto e, in questo caso, si parla di orticaria da pressione ritardata.

Altre forme di orticaria non immunologica: sono quelle provocate dall’esposizione alla luce del sole, dal caldo, ad esempio da docce con acqua calda, e dal freddo. Il prurito è un sintomo comune alle prime due forme. L’orticaria da caldo si presenta con una lesione caratterizzata da bolle puntiformi circondate da un’area di arrossamento.

Ricostruire la modalità di comparsa e l’andamento di un quadro di orticaria è importante, sia per formulare la diagnosi della lesione cutanea, sia per orientare verso una possibile causa. Se le lesioni sono presenti al momento della visita è ovviamente più facile la loro individuazione, altrimenti è necessario riferirne al meglio le caratteristiche, sulla base del ricordo della persona che ne è stata colpita. Per tutti i motivi appena esposti, sarebbe utile prendere nota degli aspetti principali del quadro, per poi condividere queste informazioni dettagliate con il medico. Per forme di orticaria come quelle da contatto, la diagnosi può essere facilitata dall’applicazione di una pressione sulle zone della pelle che hanno mostrato in passato le evidenze riferite, allo scopo di suscitare lo stesso tipo di reazione.

Nel caso in cui s’individui una forma di orticaria correlata all’assunzione di alimenti, per identificare l’allergene responsabile si può ricorrere a prick test e patch test, con tutte le attenzioni che richiede l’utilizzo di questi strumenti di diagnosi. Un approccio simile si può applicare per le forme correlate alle punture di insetti, mentre, quando all’origine dell’orticaria si ipotizza che ci sia l’assunzione di farmaci, la conferma va cercata con i metodi comunemente impiegati in questi casi.

Orticaria e angioedema si curano principalmente con farmaci, e in particolare con molecole che simulano gli effetti del sistema nervoso simpatico (simpatico-mimetici), antistaminici e steroidi. Dato il ruolo fondamentale dell’istamina nello sviluppo dei sintomi, gli antistaminici sono fra i prodotti più impiegati.

Vedere anche in Manifestazioni cutanee delle allergie