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Dallo yogurt ai probiotici

Lo yogurt è un alimento oggi reperibile nei banconi di qualsiasi supermercato e di tutti i negozi di alimentari, ma pochi di questi prodotti hanno un contenuto di bacilli vivi e vitali tale da garantire un impatto sul microbiota intestinale. Approcci più decisi e mirati alla manipolazione del microbiota vengono da tempo affidati a prodotti che rientrano nella categoria dei supplementi nutrizionali e in passato erano definiti “fermenti lattici” mentre oggi vengono indicati con il nome di probiotici. L’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce i probiotici come “organismi vivi che, somministrati in quantità adeguata, apportano un beneficio alla salute dell’ospite. In questa definizione, per quanto semplice, sono contenuti alcuni concetti che associano il profilo di un probiotico moderno a caratteristiche come vitalità degli organismi e quantità degli stessi che non avevano alcuni fermenti lattici del passato.

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Nonostante l’interesse crescente suscitato dai probiotici nell’ultimo decennio, certe conferme riguardanti il reale impatto della loro somministrazione sulla composizione del microbiota sono mancate soprattutto perché è estremamente complesso e molto difficile raccogliere prove decisive in merito. Solo per dare un’idea di queste difficoltà basti considerare che la maniera più semplice di studiare il microbiota intestinale sarebbe quella di raccogliere campioni del contenuto dell’intestino, dai quali isolare i microrganismi, da far sviluppare poi in laboratorio. Come si è detto nella parte dedicata al microbiota, il numero di specie dei batteri che compongono il microbiota è molto grande e la maggior parte di essi è anaerobia, quindi, secondo alcuni esperti, più dell’80% del microbiota intestinale non può essere coltivato in laboratorio. Queste difficoltà hanno portato, da una parte, a pensare a varie altre metodiche, per valutare il microbiota, comunque molto complesse che in parte sono ancora in corso di messa a punto. Nel contempo, si è pensato di “saltare” la valutazione dell’impatto diretto della somministrazione dei probiotici sul microbiota e di considerare direttamente i suoi effetti “finali” nel senso di valutare se somministrando probiotici si riducono sintomi, variano parametri di laboratorio o si modificano cellule e tessuti dell’organismo.

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