MENU SEZIONE

Microbiota e apparato gastroenterico

Le variazioni della funzione dell’apparato gastroenterico possono influire sul microbiota, ma, a sua volta, quest’ultimo sembra avere un ruolo determinante nello sviluppo di tale apparato e nel mantenimento del suo corretto funzionamento. Studi hanno dimostrato che il microbiota rappresenta uno stimolo determinante per lo sviluppo della rete di piccoli vasi che nell’intestino servono a raccogliere le sostanze nutritizie derivate dal cibo e per la regolazione di una corretta peristalsi, vale a dire il meccanismo di contrazione della parete dell’intestino che fa progredire il contenuto nel lume. Infine, il corretto funzionamento di strutture che tengono unite le cellule della mucosa intestinale, denominate giunzioni serrate, sembra dipendere, in parte, dal microbiota.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER!
Rimani in contatto e sempre aggiornato sulle ultime notizie.

www.fondazioneserono.org/newsletter/

Il microbiota come elemento di protezione dell’organismo

Il microbiota intestinale costituisce un elemento di protezione dell’organismo per vari motivi. Esso forma una “barriera” fisica e funzionale che contrasta la colonizzazione dell’intestino da parte di microbi patogeni. Infatti, gli elementi del microbiota occupano siti nei quali si potrebbero localizzare i patogeni e consumano sostanze nutritizie. In questo modo batteri pericolosi non trovano spazi e elementi necessari al loro sviluppo. Infine, i microrganismi saprofiti si difendono da quelli patogeni producendo sostanze che li ostacolano e li distruggono, quindi, difendendo se stessi, difendono anche l’organismo che li ospita.

Infezioni intestinali e microbiota

I componenti della flora batterica intestinale contribuiscono alla difesa dell’ambiente intestinale, insieme ai meccanismi attivati dall’organismo, ma non sempre questo riesce a impedire la colonizzazione da parte di virus o batteri patogeni. Alle volte questi prevalgono e sviluppano un’infezione, di varia entità e durata, che modifica in modo variabile, sia le strutture che le funzioni dell’intestino e la composizione del microbiota. Gli stessi meccanismi dell’infiammazione che l’organismo mette in atto per eliminare l’infezione possono indurre profonde modificazioni del microbiota. Fra gli esiti di queste “perturbazioni” dell’ambiente intestinale ci può essere la sostituzione delle colonie saprofite con quelle del patogeno invasore. Una delle teorie proposte per spiegare la capacità dei batteri patogeni di sconfiggere e scalzare quelli della flora saprofita ipotizza una maggiore efficacia dei patogeni nell’utilizzare i substrati nutritizi. In sostanza è come se batteri “selvatici” fossero più abili nello sfruttare le risorse a disposizione di quelli “addomesticati” del microbiota.

Le infezioni virali dell’intestino e, in particolare, quelle da Rotavirus nei bambini e da Norovirus negli adulti, hanno anche l’effetto di danneggiare il microbiota, ad esempio la composizione delle colonie di bacteroides viene modificata da queste infezioni. Tali effetti sono dovuti più agli effetti sul microbiota della risposta dell’organismo, che ad una diretta interazione fra i virus e le colonie di batteri.

La capacità del microbiota di ripristinarsi dopo un’infezione intestinale dipende da numerosi fattori e non sempre il ripristino è completo. Infatti, a volte, dopo un episodio di infezione intestinale permangono sintomi come eccesso di aria nella pancia (meteorismo), feci di consistenza ridotta e dolori addominali. Di recente si è diffusa la prassi di aiutare a ristabilire un microbiota efficiente, assumendo prodotti a base di microrganismi definiti probiotici o somministrando sostanze, chiamate simbiotici, che favoriscono lo sviluppo di microbi saprofiti.

Vedere anche in Microbi e Microbiota

Altre informazioni

CONTATTA L'ESPERTO

Ricevi le risposte ai tuoi quesiti

Fai una domanda

CONTENUTI CORRELATI