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Tipi di reazione dell'allergia al veleno degli imenotteri

Alla puntura di un insetto delle famiglie di Apidi e Vespidi può conseguire una reazione più o meno estesa. Essa infatti può rimanere localizzata alla sede dove è avvenuta la puntura o comportare sintomi e segni generalizzati (reazione sistemica). Le reazioni localizzate consistono in un’infiammazione o in una risposta allergica circoscritta ai tessuti vicini all’area colpita dalla puntura. Le reazioni localizzate del primo tipo tendono a risolversi da sole, mentre quelle di tipo allergico possono estendersi presto, di solito nel giro di mezz’ora, al resto dell’organismo. Si può distinguere una reazione locale allergica da una infiammatoria? Un quadro classico di reazione allergica locale è caratterizzato da un gonfiore (provocato dall’edema) più intenso e più esteso, almeno 8 cm il diametro dell’area interessata. Inoltre, se la puntura è avvenuta nella mano, rapidamente si gonfierà tutto il braccio. Lo sviluppo delle reazioni allergiche sistemiche si può schematizzare in stadi successivi, dei quali i più avanzati si presentano solo nei quadri particolarmente gravi e se non si interviene con una cura nelle prime fasi della reazione:

Stadio 1: orticaria generalizzata, prurito, malessere, ansia;

Stadio 2: i sintomi precedenti più almeno due dei seguenti: angioedema, vertigini, nausea, vomito, diarrea, dolori all’addome;

Stadio 3: i sintomi dello stadio 2 più almeno due dei seguenti: difficoltà di respirazione (dispnea), secchezza delle fauci, difficoltà di deglutizione (disfagia), difficoltà di parola  (disartria), vista annebbiata, angoscia con senso di morte imminente;

Stadio 4: i sintomi dello stadio 3 più almeno due dei seguenti: colorazione bluastra delle mucose (cianosi), riduzione della pressione sanguigna (ipotensione), svenimento (collasso), perdita della coscienza, perdita del controllo degli sfinteri.

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La reazione di gran lunga più grave e rischiosa è l’anafilassi che consegue ad una puntura di insetto in una percentuale variabile. Se, in generale, la probabilità di reazione allergica da puntura di insetto è stata quantificata intorno al 3% in alcune casistiche italiane, il rischio di sviluppare anafilassi sembra correlato alla gravità della prima reazione osservata. Se essa è rimasta localizzata, il rischio di anafilassi ad una successiva puntura è di circa il 5%, mentre nei soggetti che hanno già presentato una reazione generalizzata alla puntura di imenottero il rischio di anafilassi può raggiungere il 50%. Aumentano la frequenza di reazioni anafilattiche la localizzazione alla testa o al collo delle punture, mentre il fatto che le anafilassi da puntura di insetto siano più frequenti nei soggetti al di sotto dei 20 anni e nei maschi, più che nelle femmine, si spiega con una maggiore probabilità che i soggetti con quelle caratteristiche vengano a contatto con gli insetti.

Altri tipi di reazioni sono meno frequenti. E’ il caso degli stati tossici determinati da ripetute punture simultanee, che creano danni per l’elevata concentrazione di veleno nell’organismo. Ancora più raramente, le punture di imenotteri sono all’origine di fenomeni di infiammazione a carico di vasi, reni e sistema nervoso, ma il meccanismo di queste reazioni non è stato chiarito.

Meccanismi immunitari

Sia anticorpi del tipo IgG che del tipo IgE sono stati chiamati in causa per le reazioni immunitarie provocate dal veleno degli imenotteri. Le IgG sembrano avere come obiettivo il blocco degli effetti che il veleno ha nell’organismo e le IgE sembrano invece essere correlate a quadri provocati da punture ripetute.

Vedere anche in Allergia al veleno degli imenotteri

 

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