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Allergia ai farmaci

La diffusione delle allergie ai farmaci non è facile da definire per vari motivi. Può essere difficile distinguere le reazioni allergiche da altre simili, ma sostenute da meccanismi diversi, non tutte le reazioni propriamente allergiche sono segnalate e non sempre le reazioni, che si ipotizza siano di natura allergica, sono sottoposte a verifiche che le confermino con certezza come tali. Un esempio delle difficoltà che si incontrano nel valutare questi aspetti, è rappresentato da questi dati: al totale delle reazioni avverse ai farmaci si deve il 3-6% degli accessi agli ospedali, ma l’80% di queste reazioni avverse sono correlate alla dose somministrata, consistono in danni provocati direttamente dai farmaci a diversi tessuti dell’organismo e comunque non sono di natura allergica. Della percentuale rimanente di reazioni avverse, il 20% circa, fanno parte sia le allergie vere e proprie, mediate dalle IgE,  sia altre forme di reazioni denominate, da molti autori, idiosincrasie o intolleranze. L'Accademia Europea di Allergologia e Immunologia Clinica ha proposto una classificazione nella quale, il termine “ipersensibilità a farmaci”, comprende: l‘allergia a farmaci mediata dalle IgE, le reazioni a farmaci basate su meccanismi che coinvolgono il sistema immunitario ma non le IgE e quelle mediate nelle quali il sistema immunitario non gioca alcun ruolo.

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Per quanto riguarda l’Italia, ad esempio, in una casistica di 27.175 reazioni avverse a farmaci somministrati per via orale, è stato considerato di natura allergica solo il 12% dei casi. Le classi di farmaci che più spesso provocavano allergie erano gli antibiotici e in farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS). Nella classe dei FANS rientrano le molecole di solito impiegate per trattare infiammazioni, dolori, mal di testa e febbre e che non sono cortisonici, motivo per cui si definiscono non-steroidei. Rientrano nella classe dei FANS: aspirina, diclofenac, piroxicam, ibuprofene e altri ancora. Fra gli antibiotici, quelli che nello studio citato in precedenza più spesso suscitavano reazioni erano cinoxacina e moxifloxacina. Fra i FANS, all’ibuprofene è stato attribuito il rischio maggiore. Confrontati alle altre cause di allergia, i farmaci non sono fra le più frequenti: dati italiani segnalano che su 165.120 visite in Pronto Soccorso per reazioni allergiche, quelle dovute ai farmaci erano il 7.5% negli adulti e il 6.1% nei soggetti in età pediatrica. In un’altra casistica italiana, solo pediatrica, si è osservato un 11% di allergie da farmaci rispetto, ad esempio, ad un 57% di reazioni ad alimenti e un 12% al veleno di insetti, mentre in una casistica di soggetti adulti le percentuali erano: 49% di allergie a farmaci, 29% di reazioni a veleno di insetti e un 8% di reazioni ad alimenti. Per interpretare nel modo giusto questi dati, e in particolare la quota maggiore di allergie a farmaci negli adulti, va tenuta in considerazione la percentuale sensibilmente più elevata di individui che, in questa fascia di età, assume farmaci: più frequente è il contatto è il contatto, maggiore è il rischio. Per questo motivo, le reazioni allergiche da farmaci sono più frequenti negli adulti giovani e di mezza età. Infine nel sesso femminile si osservano più spesso che in quello maschile.

Tornando alle molecole più a rischio, una ricerca eseguita in varie nazioni europee fra le quali l’Italia, le ha individuate in antibiotici, e in particolare sulfonamidi e trimetoprim, FANS (piroxicam) e alcuni farmaci neurologici (carbamazepina, fenintoina). Più in particolare, fra i prodotti più spesso associati a reazioni allergiche, penicillina e cefalosporine (antibiotici) ) sono la causa più comune di reazioni avverse mediate dal sistema immunitario; seguono i prodotti usati per gli esami radiologici (mezzi di contrasto) o per anestesie generali, insulina e altri farmaci per il diabete, eparina e altri anti-coagulanti, farmaci usati nella cura dei tumori e di gravi malattie auto-immunitarie, ACE-inibitori, ed anche cortisonici (steroidi) e oppiacei usati per controllare il dolore. Gli ACE-inibitori si chiamano così perché inibiscono un enzima che converte (attivandola) l’angiotensina (in inglese Angiotensin Converting Enzyme: ACE) e sono usati principalmente per ridurre la pressione arteriosa.

Non bisogna dimenticare che sono causa di allergia non solo i farmaci di sintesi, ma anche quelli naturali a base di erbe (fitoterapici). Le reazioni ai fitoterapici sono spesso insidiose, perché più difficili da identificare, e possono essere provocate da erbe “esotiche” usate in tipi di medicina tradizionale poco noti in paesi come il nostro.

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