Fondazione Serono

Nutrizione e sterilità: quali alimenti possono giovare per combatterla?

Numerosi sono i nutrienti che si sono dimostrati coinvolti nel controllo dell’attività delle gonadi sia maschili che femminili.
Vari lavori scientifici hanno infatti dimostrato che la vitamina B6 e la vitamina C, fra le vitamine, ed il selenio, lo zinco ed il cromo, fra i microelementi, presentano un’azione positiva diretta a livello della funzionalità dell’apparato genitale maschile e femminile.

VITAMINA B6 (piridossina)
La vitamina B6 fa parte delle vitamine del gruppo B.
Numerosissime sono le proprietà positive attribuite a questa vitamina: studi scientifici effettuati “in vitro” ed anche su modelli animali e sull’uomo hanno infatti dimostrato che la vitamina B6 presenta un’azione di stimolo a livello del sistema immunitario ed inibisce la crescita di vari tipi di cellule tumorali.

Nello specifico è stato dimostrato che può giovare in donne che presentano difficoltà di concepimento da causa sconosciuta. Uno studio condotto su 25 donne a cui venivano somministrati 500 milligrammi al giorno di vitamina B6, ha infatti dimostrato che, dopo tre mesi, le stesse presentavano un elevato tasso di concepimento.
L’assunzione di cibi ricchi in vitamina B6 può quindi essere utile nella donne come terapia coadiuvante in caso di difficoltà di concepimento.

Questa vitamina si reperisce nei seguenti alimenti: carne (in particolare di pollo), salmone, latte e latticini, lievito, pane integrale, pesce, banane, noci.
I livelli di assunzione raccomandati giornalieri (secondo i dati dell’Istituto Nazionale della Nutrizione, 1996) sono:

  • Adulti: 1.8-2 mg/die.

 

VITAMINA C (ACIDO ASCORBICO)
Numerosi lavori di ricerca hanno dimostrato che una forma di sterilità piuttosto diffusa, causata dall’agglutinazione delle cellule spermatiche che conseguentemente non sono in grado di raggiungere la cellula uovo, può trarre giovamento dall’assunzione di vitamina C (1g/die); è stato ipotizzato che l’azione della vitamina C consisterebbe nell’ottimizzare l’utilizzazioni di vari microelementi, quali il lo zinco ed il magnesio, i quali sono indispensabili alla normale funzionalità delle cellule spermatiche.

Le principali fonti di vitamina C sono le seguenti in ordine decrescente:

  • peperoni (181 milligrammi per 100 grammi di parte edibile),
  • peperoni gialli (150 milligrammi per 100 grammi di parte edibile),
  • prezzemolo (140 milligrammi per 100 grammi di parte edibile),
  • peperoni verdi (114 milligrammi per 100 grammi di parte edibile),
  • broccoletti e rapa (96 milligrammi per 100 grammi di parte edibile),
  • Kiwi (85 milligrammi per 100 grammi di parte edibile),
  • cavolo (82 milligrammi per 100 grammi di parte edibile),
  • cavolfiore (65 milligrammi per 100 grammi di parte edibile),
  • spinaci (55 milligrammi per 100 grammi di parte edibile),
  • succo di limone (53 milligrammi per 100 grammi di parte edibile),
  • succo di arancia (50 milligrammi per 100 grammi di parte edibile),
  • pomodoro concentrato (42 milligrammi per 100 grammi di parte edibile),
  • pompelmo (40 milligrammi per 100 grammi di parte edibile),
  • fragole (38 milligrammi per 100 grammi di parte edibile),
  • melone (37 milligrammi per 100 grammi di parte edibile),
  • mandarini (28 milligrammi per 100 grammi di parte edibile),
  • patate (26 milligrammi per 100 grammi di parte edibile),
  • lamponi e fegato di vitello (25 milligrammi per 100 grammi di parte edibile),
  • asparagi, piselli e pomodori (22 milligrammi per 100 grammi di parte edibile),
  • zucchine e bietole (20 milligrammi per 100 grammi di parte edibile).

 

I livelli di assunzione raccomandati giornalieri (secondo i dati dell’Istituto Nazionale della Nutrizione, 1996) sono:

  • Uomo adulto: 45 milligrammi/die;
  • Donna adulta: 45 milligrammi/die.

 

ZINCO
Lo zinco è un microelemento, considerato essenziale per l’uomo, che agisce come cofattore in moltissime reazioni enzimatiche.
Per quanto riguarda la correlazione fra questo microelemento ed i problemi di coppia, è rilevante sottolineare il fatto che lo zinco ha un ruolo di primo piano nella genesi delle cellule spermatiche, come è stato dimostrato da numerose ricerche scientifiche: gli uomini che presentano una carenza di zinco producono un liquido seminale con un minor numero oppure, nei casi più gravi, totalmente privo di cellule spermatiche e presentano inoltre livelli plasmatici di testosterone inferiori alla norma.

Il rapporto fra il testosterone, l’ormone sessuale maschile, e lo zinco è in effetti molto stretto: è stato infatti ipotizzato che lo zinco controlli il metabolismo del testosterone a livello cellulare ed anche nella prostata; ricordiamo che la prostata è uno degli organi più ricchi in zinco, la cui concentrazione aumenta in questa parte del corpo maschile a partire dalla pubertà, sotto l’influsso del testosterone.
I livelli di assunzione raccomandati giornalieri (secondo i dati dell’Istituto Nazionale della Nutrizione, 1996) sono:

  • Uomo adulto: 15 milligrammi/die;
  • Donna adulta: 12 milligrammi/die.

 

Gli alimenti maggiormente ricchi in zinco sono i seguenti (in ordine decrescente):

  • ostriche (30 milligrammi per 100 grammi di parte edibile),
  • fegato di vitello (30 milligrammi per 100 grammi di parte edibile),
  • fiocchi d’avena (14 milligrammi per 100 grammi di parte edibile),
  • aragosta (7.60 milligrammi per 100 grammi di parte edibile),
  • lenticchie secche (5.50 milligrammi per 100 grammi di parte edibile),
  • fegato di manzo (5.10 milligrammi per 100 grammi di parte edibile),
  • latte in polvere magro (4.40 milligrammi per 100 grammi di parte edibile),
  • polpa di vitello (4.35 milligrammi per 100 grammi di parte edibile),
  • cacao ( 4.35 milligrammi per 100 grammi di parte edibile),
  • tuorlo di uovo di gallina (3.30 milligrammi per 100 grammi di parte edibile),
  • polpa di manzo ( 3.17 milligrammi per 100 grammi di parte edibile),
  • piselli freschi e legumi in generale (3.00 milligrammi per 100 grammi di parte edibile),
  • anatra (2.70 milligrammi per 100 grammi di parte edibile),
  • polpa di maiale (2.60 milligrammi per 100 grammi di parte edibile),
  • pane di segale (2.20 milligrammi per 100 grammi di parte edibile),
  • formaggio (2.20 milligrammi per 100 grammi di parte edibile),
  • mandorle (2.10 milligrammi per 100 grammi di parte edibile),
  • germe di grano (2.00 milligrammi per 100 grammi di parte edibile),
  • carote (1.85 milligrammi per 100 grammi di parte edibile),
  • vitello (1.60 milligrammi per 100 grammi di parte edibile),
  • cavolo verde (1.50 milligrammi per 100 grammi di parte edibile),
  • cipolla (1.40 milligrammi per 100 grammi di parte edibile).

 

Dott.ssa Mariangela Rondanelli
Spec. in Endocrinologia
Spec. in Scienze della Nutrizione
Università degli Studi di Pavia

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