La psoriasi è contagiosa?
No, la psoriasi non è contagiosa, non si trasmette orizzontalmente, cioè in seguito ad un contatto interpersonale. Le lesioni psoriasiche non sono infettive e non devono essere considerate come ferite aperte. Insomma, i pazienti affetti da psoriasi non rappresentano alcuna minaccia alla salute ed alla sicurezza delle persone che li circondano. Infine va anche detto che la psoriasi non è legata affatto alle condizioni igieniche di un individuo.
Quanta gente soffre di psoriasi?
Moltissima. A livello mondiale circa il 2% della popolazione ne è colpita. Questo vuol dire che solo in Italia ne soffrono circa 1.160.000 persone, di cui circa 400.000 in forma grave.
Quali sono le conseguenze della psoriasi?
Da un punto di vista strettamente clinico, la pelle si infiamma, desquama e prude, ed è continuamente secca ed irritata. In più, una volta su quattro anche le articolazioni delle mani e dei piedi vengono attaccate dall’artrite psoriasica, ed a volte gli arti diventano inutilizzabili.
Le conseguenze psicologiche per la persona ammalata sono assai più gravi. Moltissimi cadono in depressione fino al punto di non uscire più di casa. Pochi sanno che un’enorme quantità di persone sofferenti di psoriasi assume massicce dosi di psicofarmaci, comparabili a quelle per la cura di gravi malattie psicotiche quali la schizofrenia, il Morbo di Parkinson ed il Morbo di Alzheimer. Sebbene molti pensino che si tratti di un disturbo puramente estetico, la psoriasi è dunque una vera e propria malattia sociale.
Esiste una cura definitiva per la psoriasi?
Non esiste alcuna cura definitiva per la psoriasi.
Attualmente è disponibile un solo tipo di trattamento, la cosiddetta terapia rotazionale, datato ed assolutamente aspecifico nell'azione. La terapia rotazionale prevede l'uso ciclico di farmaci che deprimono il sistema immunitario, come ad esempio la ciclosporina, alternati a trattamenti con luce ultravioletta (PUVA).
Il principale difetto di questo approccio è la cosiddetta soglia di tossicità. Infatti, la ciclosporina non può essere usata di continuo perché diventa nociva per il fegato ed i reni. In più, poiché abbassa le difese immunitarie, si rischia di prendere più facilmente delle infezioni.
Anche il trattamento con luce ultravioletta può presentare dei pericoli. In particolare, si sono osservati diversi casi di cancro della pelle, e comunque di forme di invecchiamento connesse all'innaturale quantità di radiazioni che la pelle stessa sopporta.
Esistono cure alternative per la psoriasi?
La moderna ricerca biotecnologia ha fatto passi da gigante in questo campo.
Una nuova generazione di farmaci, i cosiddetti biologici si è resa disponibile negli ultimi anni. Un biologico è un farmaco che non è stato ottenuto attraverso il vecchio approccio della sintesi chimica, ma utilizzando molecole, come ad esempio gli anticorpi, già presenti in natura all'interno degli organismi viventi. Per ottenere ad esempio un anticorpo monoclonale umanizzato, si usa un anticorpo umano e lo si modifica leggermente con piccole parti di altri anticorpi provenienti da animali molto vicini a noi, quali le scimmie, il topo ed il maiale.
In questo modo, l’anticorpo umano acquisisce una nuova capacità, come quella di produrre una certa proteina o di fermarne la sintesi, e può essere usato come farmaco. Nel caso della psoriasi, la capacità richiesta è impedire che i linfociti-T abbiano la “chiave” per passare dal circolo sanguigno alla pelle.
Naturalmente, più piccola è la parte sostituita, e più facilmente il nuovo anticorpo sarà riconosciuto come "non estraneo" dal sistema immunitario della persona inoculata.
La psoriasi dà dolore?
La lesione psoriasica di per sè non dà dolore. In caso di edema, di gonfiore o a seguito di eventuali infezioni può essere percepita una sensazione di tensione cutanea e di dolore. Spesso sono sufficienti trattamenti locali al fine di ridurne la sensazione dolorosa.
Quali complicazioni della salute possono risultare dalla psoriasi?
La pelle come sappiamo è l'organo più grande del nostro organismo e qualsiasi alterazione della sua integrità costituisce un'importante manifestazione di malattia. Il coinvolgimento di vaste aree corporee porta ad infezioni, perdita di liquidi e conseguente ipotensione.
Quali sono le localizzazioni più irritanti della psoriasi?
Il coinvolgimento del Cuoio capelluto avviene in almeno la metà di coloro che sono affetti da psoriasi e può manifestarsi come una fine desquamazione fino alla formazione di placche infiltrate e desquamanti ricoperte di croste.
I Genitali non si discostano dalle altri parti del corpo ma a causa della particolare sensibilità della pelle in quelle sedi, la presenza della psoriasi richiede particolare attenzione.
La psoriasi palmo-plantare può portare ad una notevole secchezza con conseguenti ragadi e sanguinamento e compromissione della capacità lavorativa di un individuo. Le mani ed i piedi nella psoriasi pustolosa risultano essere notevolmente debilitati non solo per la desquamazione ed il sanguinamento ma anche per il dolore.
Le unghie sono colpite nel 50% dei soggetti con psoriasi volgare e nell’80% di coloro che sono affetti da artropatia psoriasica. Le unghie possono apparire con piccole depressioni sulla loro superficie fino alla deformazione (onocodistrofia) o a vere e proprie fissurazioni (onicoschisi).
Che cos'è l'artrite psoriasica?
L'artrite psoriasica è una malattia infiammatoria cronica delle articolazioni e della componente connettivale che le costituisce. Come la psoriasi, anche in questo caso il sistema immunitario attacca cellule sane del nostro organismo portando al danno anatomico e funzionale. Nell'artrite psoriasica, pertanto, le articolazioni diventano rigide e dolenti ed in concomitanza di ciò è osservato spesso anche il tipico "pitting" ungueale cioè la presenza di depressioni puntiformi della superficie dorsale dell'unghia.
L'artrite psoriasica nella maggior parte dei casi (70%) compare dopo anni dalla presenza delle lesioni cutanee e comunque può essere facilmente individuata e trattata. L'importante è rivolgersi tempestivamente dallo specialista al primo sintomo articolare in modo tale da cominciare il prima possibile la terapia più indicata.
Come possono essere controllati alcuni sintomi correlati alla psoriasi, come il prurito, la secchezza, le ragadi?
Il prurito è un sintomo frequentemente riferito dai pazienti affetti da psoriasi anche se in alcuni casi nonostante la gravità delle lesioni cutanee esso può essere ridotto o perfino assente. In ogni modo uno dei modi più facili per controllarlo è mantenere una idonea idratazione della pelle utilizzando prodotti topici a base di unguenti idratanti ed emollienti.
Nei casi in cui il prurito dovesse essere più severo sarà controllato con anti-istaminici, steroidi, capsaicina, anestetici locali o immunomodulatori topici. La secchezza e le screpolature che ne possono conseguire possono trarre giovamento da alcuni rimedi empirici: impacchi di acqua fresca, applicazione di borse del ghiaccio , docce fredde, uso di emollienti anche in occlusione, cioè fasciando la parte interessata al fine di ammorbidirne la superficie ipercheratosica ed aumentarne l’assorbimento.